Atsushi Nakajima

Atsushi Nakajima(1909-1942), che apparteneva a una famiglia di illustri tradizioni sinologiche, riuscì a fondere l’austera lezione dei classici cinesi, appresa sin dalla più tenera età, con l’appassionata scoperta della letteratura occidentale. Stevenson e Kafka dialogano nelle sue opere con Confucio e Sima Qian, in una sintesi inedita e originale. La morte precoce stroncò un ingegno a cui la giovane età e il perfezionismo avevano impedito di esprimersi ancora in tutta la sua pienezza. Ma le opere che rimangono, in cui Nakajima ha distillato tutta la sua sapienza di narratore, sono bastate ad assicurargli un ruolo imperituro nella letteratura giapponese del secolo appena trascorso. La fama dei suoi splendidi racconti non ha mai conosciuto momenti di stanchezza, ed essi sono considerati dei classici indiscussi, che continuano a conquistare nuovi lettori per la ricchezza dei temi, le profonde risonanze filosofiche e la raffinata purezza dello stile.

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