Richard J. Bernstein

Richard J. Bernstein(1932) è tra i maggiori filosofi americani contemporanei e tra i massimi esponenti della tradizione pragmatista inaugurata da John Dewey. Studente di filosofia a Chicago, ha completato la sua formazione a Yale. Sostenitore dell’idea per cui una comunità democratica non ha bisogno di consenso sulle questioni religiose e metafisiche, ma soltanto sul valore della conversazione e dei rapporti civili tra persone, nei più importanti dibattiti filosofici contemporanei ha sempre portato avanti la posizione del pragmatismo. Come per Peirce e Dewey, il suo motto filosofico è «Non mettere ostacoli sulla strada della ricerca»: cioè, non trattare nessuna tesi o sistema o vocabolario filosofico come se fosse qualcosa di più di uno strumento che può essere utile in un certo tempo e luogo. Da pragmatista, Bernstein non ritiene che le istituzioni democratiche abbiano bisogno di «fondamenti filosofici». D’altra parte egli pensa che la competenza filosofica possa avere una funzione politica: che possa servire a ridescrivere in modo illuminante i nostri attuali problemi socio-politici. Ha insegnato in numerose università e dal 1989 occupa la cattedra Vera List alla New School for Social Research di New York. Ha al suo attivo svariate pubblicazioni. In Italia è apparso La nuova costellazione. Gli orizzonti etico-politici del moderno/postmoderno (1994).

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