San Juan de la Cruz

San Juan de la Cruznasce nel 1542 a Fontiveros, nella Vecchia Castiglia, da una famiglia di umili origini. Inizia gli studi con i gesuiti e i carmelitani, ma la sua formazione teologica si completa presso l’Università di Salamanca. Dal 1568 Juan, che ha ormai assunto il nome di Juan de la Cruz, partecipa pienamente, accanto a Teresa de Ávila, alla difesa della riforma dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi. È un contesto di grandi tensioni, non esente da attacchi personali anche violenti: viene infatti rapito nel 1577 e rinchiuso in una cella sotterranea del convento dei Calzati a Toledo, dove rimarrà per quasi nove mesi. Durante la prigionia compone probabilmente gran parte del Cántico espiritual, la sua opera più estesa e famosa, e forse altre poesie. Nel 1578 riesce a fuggire e riprende la propria attività riformatrice. Come Priore del Carmelo di Granada, nel 1582, scrive i suoi trattati di teologia mistica. Nel 1588 è nominato Priore a Segovia, ma a causa di un nuovo conflitto con i Calzati viene esiliato. Muore a Úbeda il 13 dicembre del 1591, mentre si cerca di ordire contro di lui un processo infamante. Solamente nel 1618, infatti, si pubblicano le sue opere dottrinali; il Cántico, poi, denunciato dall’Inquisizione, si stampa soltanto nel 1630. Per la sua straordinaria originalità, ma certo anche per i forti sospetti di eterodossia, l’opera di San Juan non viene più pubblicata per quasi due secoli. La sua poesia diviene una clamorosa scoperta della critica letteraria laica soltanto nel Novecento, quando ottiene finalmente il riconoscimento che spetta a una delle più alte vette dell'espressione lirica dell'Occidente.

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