Fumiko Enchi

Fumiko Enchi(1905-1986) è considerata in Giappone una delle voci più importanti della letteratura del Novecento. Nata a Tokio in una famiglia di studiosi, il suo talento si esprime dapprima in testi teatrali, e solo nella maturità si rivolge alla narrativa. Il pubblico impara ben presto ad apprezzarne l'abilità nel tessere trame a più livelli interpretativi, nel dare voce alle più pressanti istanze di donne umiliate e represse dalle convenzioni, e ne ammira l'uso cristallino della lingua, capace di rievocare le grandi opere della calssicità. E' infatti alla leteratura del periodo Heian (e in particolare al capolavoro per eccellenza, Il Genji monogatari, da lei trascritto in giapponese moderno) e alla grande tradizione del no che Enchi si richiama con insistenza nel ricreare, nel mondo d'oggi, atmosfere rarefatte del passato, ma allo stesso tempo cariche di cieca passione. Premiata con i maggiori riconoscimenti letterari, tra le altre sue opere sono da ricordare Onnazaka (1957, Onnazaka. Il sentiero nell'ombra), Yo (1956, L'ammaliatrice) e Namamiko monogatari (1965).

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