fbpx

La pietra forata


pp. 204, 3° ed.
978-88-317-6388-2

Secolo lungo il nostro, anzi lunghissimo, soprattutto a percorrerlo a ritroso per tornare alle origini. Il sentiero della storia sembra non avere fine e quando si raggiunge la meta il mondo è irriconoscibile. Mille anni sembrano trascorsi e non cento perché ci sia stato il tempo per tutte le cose che sono accadute, per i capovolgimenti e le rivoluzioni, le passioni e gli ardori, i disastri e le lotte, le speranze e le attese. Per raccontarlo ci vuole la pazienza dello storico e l'estro del narratore: Nerino rossi li ha tutti e due, e soprattutto in cuor suo ha la certezza che la corsa pazza del secolo inseguendo l'utopia non è stata vana: "prima di morire - conclude - si era scrollato di dosso il suo peccato originale, l'aver diviso gli uomini in due categorie". Rossi si guarda indietro ed è autentico scrittore terragno quando evoca l'umana ricchezza dell'universo contadino, i suoi limpidi valori, la sua nitida moralità, eppure non cede mai al rimpianto. Talvolta si commuove di fronte al paesaggio padano, alla sua straordinaria bellezza, oppure si emoziona per il coraggio degli umili, per la loro forza incrollabile, ma non prova mai nostalgia, non ha proprio voglia che la storia si fermi. La storia, per lui, è padrona del nostro destino e non tradisce le speranze degli uomini; del passato si può essere orgogliosi, non invidiosi. La pietra forata è il romanzo esemplare di questo secolo che ormai sta finendo, è la storia di un eroico riscatto dei deboli conquistato con ostinato coraggio, l'epopea di una società che, scomparendo, ha lasciato un'eredità della quale essere fieri. Ripercorrerla, generazione dopo generazione - dalla prima smaniosa e ribelle, all'altra già consapevole dei proprio diritti e perciò sempre in lotta, sino all'ultima perdente - serve appunto a riconoscere che non p stato inutile "quello che era successo nella povera casa" di campagna, che ora, abbandonata e disabitata, è ormai irriconoscibile.

Nerino Rossi è nato a Castenaso, nel bolognese. Narratore e giornalista RAI, ha esordito nel 1977 con La neve nel bicchiere da cui sono stati tratti un film e uno sceneggiato televisivo. In seguito ha pubblicato Melanzio (1980), La signora della Gaiana (1982),ripubblicati entrambi in edizione tascabile da Marsilio, Il ballo di Mara (1985), di cui è stata fatta una riduzione radiofonica per la Rai, La voce nel pozzo (1990)e La Pavona (1992).

Autore

è nato a Castenaso, nel bolognese. È autore dei romanzi La neve nel bicchiere (1977), Melanzio(1980), La signora della Gaiana (1982), La voce nel pozzo (1990), tutti pubblicati anche in edizione tascabile da Marsilio, Il ballo di Mara (1985), La Pavona (1992), La pietra forata (1996), Il detenuto (1998) e La stanza della padrona (2001), Il posto dei papaveri (2005). Dai suoi romanzi sono stati tratti un film e uno sceneggiato televisivo con la regia di Florestano Vancini, un radiodramma per la Rai, una riduzione teatrale e un Cd-Rom edito dalla Coventry University per le università europee e americane. Rossi ha vinto il Premio Napoli, il Premio Libro per l’estate (sezione bestseller) ed è stato finalista allo Strega.