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The Florence Experiment

The Florence Experiment

a cura di
1° ed.
978-88-317-4898-8
“Mi sono accorto di osservare i visitatori delle mie mostre con gli stessi occhi con cui, da bambino, guardavo i pattinatori nei quadri di Pieter  Bruegel che mi mostrava mio padre” Carsten Höller
 
Un innovativo progetto tra arte e scienza
 
Questo volume racconta l’inedita collaborazione tra Carsten Höller e Stefano Mancuso, un artista famoso per la ricerca sui meccanismi sensoriali dell’essere umano e un uno scienziato, padre della neurobiologia vegetale. Da questo incontro nasce questo progetto che analizza l’iterazione tra sensazioni, paure, esperienze umane e la vita delle piante che, dotate di una loro intelligenza, sono in grado di recepire le emozioni delle persone e di crescere e svilupparsi in reazione a questi stimoli emotivi.
Isomeric Slide (Scivolo isomerico) creato nel 2015 per una mostra a Londra presso la Hayward Gallery – Southbank Centre (in dimensione doppia: Isomeric Slides) trasformerà la visione dello spazio rinascimentale dal loggiato superiore fino alla base del Cortile di Palazzo Strozzi. In un luogo che di solito viene osservato dal basso e contemplato nel suo rigore architettonico, lo scivolo di Carsten Höller crea una visione unica, invitando i visitatori a perdere il controllo e a vivere un’esperienza estraniante e coinvolgente dal punto di vista fisico e psicologico, osservando il palazzo dall’alto e percorrendone la sua maestosità da un punto di vista diverso.
Isomeric slide è una scultura da attraversare nel suo interno, è “un dispositivo”- come scrive l’artista –“per vivere una condizione unica da qualche parte tra gioia e follia”. Lo scivolo è trasparente nella sua parte superiore, permettendo alle persone di osservare il cielo e lo spazio
architettonico, mentre scivolano giù sdraiati e in una condizione emotiva dicuriosità e gioco.
Una doppia intervista a cura di Hans-Ulrich Obrist racconta quali siano i presupposti di questo lavoro e gli esiti della ricerca.  

Autori

formatosi come fitopatologista, abbandona la carriera da scienziato per dedicarsi all’arte a partire dai primi anni novanta. Il suo lavoro è volto all’individuazione di nuove possibilità di percezione dell’esistenza attraverso un metodo di indagine rigoroso che si avvicina a quello della ricerca scientifica.
insegna all’Università di Firenze, dirige il Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale (LINV)ed è membro fondatore dell’International Society for Plant Signaling & Behavior. E’ accademico ordinario dell’Accademia dei Georgofili.