Documentario come arte

Documentario come arte

Riuso, performance, autobiografia nell'esperienza del cinema contemporaneo
1° ed.
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Il documentario si presenta oggi come un’esperienza filmica in cui prosperano laboratorialità e sperimentazione. Una palestra estetica in cui il rapporto con le arti visive si è sviluppato enormemente, sino a rendere precarie distinzioni e terminologie in uso sino a pochi anni fa. Da tempo se ne è accorta l’arte contemporanea, sempre più interessata al film autobiografico e alla dimensione performativa dell’autore. O a pratiche, come il reenactment e il found footage, capaci di rivedere i cardini della rappresentazione realistica e i suoi immaginari cinematografici. Ma allora cosa intendiamo oggi con la parola «documentario»? Quali aspetti del “reale” ci racconta? E perché, staccandosi dall’idea di semplice specchio del mondo, è diventato la forma d’arte più incisiva della contemporaneità?

Autore

insegna Cinema documentario e sperimentale all’Università IUAV di Venezia. Con Marsilio ha pubblicato Storia del documentario italiano. Immagini e culture dall’altro cinema (2008, Premio Domenico Meccoli e Limina Awards 2009 quale miglior libro di cinema dell'anno). Tra  i suoi libri: La veduta Lumière. L'immaginario urbano nel cinema delle origini (Bologna 2001) e L'idea documentaria. Altri sguardi dal cinema italiano (a cura di, Torino 2003). Suoi saggi sono apparsi in «Iris», «Fotogenia», «Cinema & Cinema», «La valle dell'Eden», «Film History», «Cinémas», «Fata morgana», «AAM-TAC. Arts and Artifacts in Movie». Tra si uoi film recenti: Appunti romani (2004), Il senso degli altri (2007), Predappio in luce (2008), Profughi a Cinecittà (2012).