Una medium, due bovary e il mistero di Bocca di Lupo

Una medium, due bovary e il mistero di Bocca di Lupo


144 pp., 1° ed.
978-88-317-2558-3
Nulla sembra muoversi nell’assolata Minervino, patria della medium Eusapia Palladino, famosa invece una volta per l’arte di far muovere oggetti e persone nel tempo e nello spazio. Ed è proprio questo che inizia ad accadere all’indomani dell’arrivo in paese del romanziere Guido Galliano. Lo scrittore viene ingaggiato dal barone e agronomo Ferdinando Canosa perché aiuti la volitiva moglie Finizia a finire il romanzo cui invano lavora da mesi, proprio sulla vita della Palladino. La cosa dovrà però accadere nel più assoluto segreto. Soprattutto, senza che nulla ne sappia Maddalena Videtti. È infatti per contendere il primato a costei – sua rivale da quando le soffiò lo sposo sull’altare e ora, grazie alle sue pubblicazioni a diffusione locale, figura di spicco in quel vero covo di vipere che è il Circolo culturale La Scesciola – che la doviziosa bovary murgiana coltiva il sogno di diventare scrittrice senza averne il benché minimo talento. Così, quando Galliano e Finizia cominciano a lavorare nella tenuta vinicola di Bocca di Lupo, lo scrittore si accorge che del libro esistono solo poche confuse pagine. Ma, appena prima di gettare la spugna, torna sui propri passi un po’ per l’aumento del compenso propostogli dal barone, un po’ per l’estro che, tra strani schiocchi e ancor più misteriosi fruscii, ritrova magicamente dopo anni. E questi non sono che i primi attori in scena. A loro, tra trapassati e viventi, molti altri se ne aggiungeranno; come l’inesausto “trionfator di talami” D’Annunzio, il suo amico “rumorista” Cantalamessa e la moglie dissoluta di lui, Yvonne Dea Ishtar, diva del café chantant; l’émigré russa madame Polozoff, patita di spiritismo, e un’inedita e trasgressiva Agatha Christie; eppoi il crooner pugliese Dennis Galatone, lanciato in America da Linda Christian per far dispetto al genero Al Bano, e affossato dalla fatale Rosanna Fratello; nonché il boss Cozzajanga e il figlio Felice Sciopenauer, che brigano per avere una serie come Gomorra a loro dedicata. Tutti insieme daranno vita a una gaia e irresistibile commedia mozartiana che trova nei vasti orizzonti di una sconosciuta Puglia rurale un ulteriore e seducente motivo di fascino.

Autore

ha pubblicato una quindicina di romanzi, tra cui Parenti lontani e La vedova, il Santo e il segreto del Pacchero estremo che gli sono valsi, rispettivamente, il Premio Internazionale John Fante e il Premio Hemingway. Grazie a Storia controversa dell’inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo è divenuto Chevalier de la Confrérie du Tastevin di Borgogna, onore riservato a pochi eletti beoni, tra cui Norman Rockwell e Winston Churchill. Con l’ultimo Scambi, equivoci eppiù torbidi inganni ha vinto il Premio Porta d’Oriente e il Targone del Circolo Dorrick. Scrive sul «Corriere della Sera», «Il Messaggero», «Panorama», «Class», Facebook e Twitter.