La prima redazione di «Guerra e pace»
introduzione di Pier Cesare Boritraduzione di Germana Miozzi
La prima redazione completa di "Guerra e pace" finalmente tradotta in italiano
Nel 1983 a Mosca, in seguito a un lavoro decennale, a uno studio minuzioso e a uno scrupoloso controllo sui manoscritti, la studiosa russa Elena Zaidensnur ricostruisce e pubblica, in ambito strettamente accademico, la prima versione di Guerra e pace. Uguali sono i luoghi geografici in cui si svolge lazione: Pietroburgo, Mosca e la campagna; identici i personaggi, sia quelli storici che quelli di invenzione; uguali i limiti cronologici (1805-1812). Assente invece lepilogo, deludente per tanti lettori di Guerra e pace in quanto troppo prosaico, ridotte le spesso criticate digressioni filosofiche dellautore, le sue personali opinioni, le dettagliate descrizioni delle battaglie e della strategia militare, ridotto anche il ricorso al francese, modificata in alcuni elementi importanti la trama (il principe Bolkonskij e il giovane Petja Rostov non muoiono e la narrazione si conclude con un doppio matrimonio: Pierre e Natasa, Petja e Maria): un romanzo più breve, quasi la metà. Sono ormai ventanni che critici e studiosi di Tolstoj si confrontano con il testo della prima versione di Guerra e pace, chi vedendovi soltanto una stesura abbreviata e incompleta, chi invece riconoscendo a questo 1805 il valore e lautonomia di unopera diversa che illumina una fase importante del pensiero tolstojano. Ma a partire dallanno scorso, quando è uscita in Russia unedizione commerciale di questa prima edizione che ha avuto un enorme successo di vendita e che ha spinto Francia, Germania e Inghilterra a deciderne la traduzione , la tesi del valore autonomo di 1805 è diventata vincente, come suggerisce Pier Cesare Bori nellintroduzione a questa edizione, per almeno tre ragioni: per il suo valore estetico, per capire meglio Guerra e pace, per vedere come unopera cresca con il suo autore.
I lettori italiani, primi in Occidente, potranno ora farsene direttamente unidea e misurare le differenze non solo in termini quantitativi ma anche in relazione allintreccio e allidea di Tolstoj sulla storia e sulla vita.
Un "nuovo" capolavoro di Lev Tolstoj e una ragione ulteriore per ammirarne leccezionale grandezza.
Pier Cesare Bori insegna storia delle dottrine teologiche allUniversità di Bologna. Tra i suoi libri: Il vitello doro (1983), Gandhi-Tolstoj (con G. Sofri, 1985), Linterpretazione infinita (1987), Lestasi del profeta (1989), Laltro Tolstoj (1995), Pluralità delle vie (2000). Sua è lintroduzione a Guerra e pace nei Tascabili Einaudi.
Germana Miozzi è laureata in lingua russa.


