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Giuseppe Ungaretti

Il Porto Sepolto

a cura di Carlo Ossola


Il Porto Sepolto Il Porto Sepolto, 1916, non è solo il primo libro di poesie di Ungaretti, quello dei versicoli brevi, depositati nel bianco della pagina, che ci hanno formati sui banchi di scuola: C’era una volta, Sono una creatura, San Martino del Carso, Fratelli. Molto di più è il nucleo generatore dei miti e della poetica ungarettiana: «Sono un poeta / un grido unanime / sono un grumo di sogni», ben oltre il confluire della plaquette del 1916 nella più vasta raccolta Allegria di naufragi. Ancor più è il nocciolo testuale «invariante», illeso, in un poeta che ha fatto delle varianti un tormento, e talvolta scialo. Nell’abbondare di edizioni critiche prive di commento, piuttosto mappe che testi, la ripubblicazione del Porto Sepolto nella primitiva, e rarissima, stesura originaria del 1916, accompagnandolo con un commento che ne proietta l’intertesto sino alle poesie della maturità, è riportare il nostro Novecento poetico alle sue radici, alla «limpida meraviglia / di un delirante fermento».


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informazioni


pp. 256, 4° ed.
Euro 13,00
2001
isbn: 978-88-317-6674-6



30.11.09
Arena

15.05.08
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