Al cinema con Proust

1° ed.
978-88-317-9674-3
Dalla metà degli anni sessanta in poi, la sfida posta al cinema dal capolavoro di Marcel Proust Alla ricerca del tempo perduto è stata raccolta da personalità artistiche quali Ennio Flaiano, Harold Pinter, Luchino Visconti e Joseph Losey: l’avventuroso progetto produttivo che li ha visti protagonisti ha avuto termine solo nel 1984 con Un amour de Swann di Volker Schlöndorff.
Bisogna però attendere la fine del secolo scorso perché i film di Raoul Ruiz (Le temps retrouvé, 1999) e Chantal Akerman (La captive, 2000) trasferiscano al cinema gli elementi più profondi dell’opera proustiana, senza perderne né sottigliezza né impatto poetico.
Un più diffuso ‘effetto Proust’ è stato del resto tanto incisivo e duraturo da spingere un regista raffinato come Fabio Carpi oppure artisti dell’avanguardia contemporanea come Jon Jost e Percy Adlon a misurarsi, secondo modi di lettura differenti, con un classico della letteratura del Novecento la cui vitalità appare inesausta.
Al cinema con Proust, incrociando gli strumenti della comparatistica con i metodi dell’analisi del film, propone uno studio storico e teorico sulla capacità del cinema di confrontarsi con la Recherche e di assorbirne la lezione narrativa ed estetica.

Anna Masecchia (1974) svolge attività di ricerca presso la facoltà di Lettere e Filosofia di Arezzo – Università degli Studi di Siena, dove insegna Storia del cinema italiano; dal 2004 collabora con “Synapsis” - European School of Comparative Literature. Ha lavorato su Carl Th. Dreyer, Roberto Rossellini, Vittorio De Sica attore, Joseph Losey e Agnès Varda.

Autore

(1974) insegna Storia del cinema italiano presso l’Università degli Studi di Siena e collabora con la European School of Comaparative Literature “Synapsis”. Ha lavorato su Carl Th. Dreyer, Chantal Akerman, Vittorio De Sica attore e Agnès Varda.