Storia controversa dell'inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo

«Eccola finalmente la sua vendetta.
Graziantonio Dell’Arco avrebbe colpito Yarno Cantini dei conti del Canto degli Angeli in quello
che di più caro aveva al mondo. Il suo vino»
Strana davvero la vita! Il brillante Riccardo Fusco sembrava destinato a grandi cose e ora trascina la sua esistenza schiacciato dal successo della moglie regista che lo ha ridotto al ruolo umiliante di baby-sitter delle quattro figlie, tradendolo inoltre col primo attore di passaggio.
Graziantonio Dell’Arco, una vecchia conoscenza del liceo su cui nessuno avrebbe scommesso una lira, è invece divenuto uno degli uomini più ricchi e famosi d’Italia. Ma anche lui ha i suoi guai, insolentito com’è dall’inimitabile dandy Yarno Cantini che lo ha additato alla nazione intera come il principe dei neo-cafoni.
L’incontro fortuito tra i due amici di un tempo sembrerà dare a Riccardo una via di fuga dalla sua piatta esistenza catapultandolo nel mondo dorato del jet set, e a Graziantonio l’occasione di vendicarsi di Yarno, attraverso una storia piena di colpi di scena, dove in un esilarante gioco d’incastro tra presente e passato s’incontrano personaggi indimenticabili come Chatryn Wally Triny, la sofisticata critica newyorkese cui spetta di stabilire qual è il vino migliore del mondo, e la ributtante strega Lia la Bavosa detentrice dei segreti della magia lucana; l’avido latifondista Michelantonio Dell’Arco che da improbabile re del gas metano si trasformerà in re della gassosa, e il subdolo giocatore di biliardo Carmine Addario suo complice; l’artista Mikail Nikolaevic Trepulov, costretto a dipingere ritratti di Stalin ma innamorato di Capri e delle canzoni napoletane, e lo sfortunato pittore italiano Ernesto Dell’Arco, esempio del triste destino dei comunisti italiani in Russia; lo scapestrato conte Giovanni Cantini, eroe ambiguo del Risorgimento e l’altrettanto ambiguo, sanguinario brigante Taccola.
Il tutto raccontato in un romanzo ironico, dissacrante, che irride quelle che sembrano le verità acquisite della Storia per affidarsi a una memoria più sottile la cui voce si ascolta a volte nel soffio del vento.
[Guarda l'intervista all'autore di Serena Dandini a Parla con me]
«Come un re Mida, Gaetano Cappelli riesce a trasformare in luccicante oro narrativo anche una materia grigia» Michele Trecca, La Gazzetta del Mezzogiorno
«Cappelli si conferma uno scrittore capace di cogliere con grande ironia i sintomi di un sud in cammino verso una improbabile idea di modernità» Giuseppe Lupo, Stilos
«Cappelli conferma lo stile e le doti di scrittore originale che aveva dimostrato nelle sue prime prove di narrativa» Giovanni Russo, Corriere della Sera
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