Sofocle, Anouilh, Brecht
a cura di Maria Grazia Ciani
Antigone ribelle, Antigone dolente, Antigone eroica, Antigone martire, Antigone figlia, ma soprattutto Antigone sorella, che si oppone alle leggi della città in nome dei diritti sacri della famiglia e del sangue. Da quando Sofocle ha messo in scena la figlia di Edipo nel suo confronto epocale con il re di Tebe Creonte, Antigone è stata elevata a modello della ribellione individuale contro la sopraffazione dello stato e raramente, nel corso della sua storia post-sofoclea, ha potuto abbandonare questo ruolo. Dovunque vi siano discriminazioni razziali, conflitti, intolleranze religiose, dovunque una minoranza levi la sua voce a reclamare giustizia, Antigone torna ad assumere il ruolo dell'eroina che sfida i regimi totalitari in nome di una pietas universale che «si estende dai fratelli di sangue a tutti gli uomini sentiti come fratelli, superando così ogni ethos tribale-nazionale» (Claudio Magris). Nei testi esemplari di Sofocle, Anouilh e Brecht rivive un mito che attraversa più di due millenni e la cui presenza nella storia della civiltà occidentale non può considerarsi conclusa.
Antigone
Variazioni sul mitoa cura di Maria Grazia Ciani
Antigone ribelle, Antigone dolente, Antigone eroica, Antigone martire, Antigone figlia, ma soprattutto Antigone sorella, che si oppone alle leggi della città in nome dei diritti sacri della famiglia e del sangue. Da quando Sofocle ha messo in scena la figlia di Edipo nel suo confronto epocale con il re di Tebe Creonte, Antigone è stata elevata a modello della ribellione individuale contro la sopraffazione dello stato e raramente, nel corso della sua storia post-sofoclea, ha potuto abbandonare questo ruolo. Dovunque vi siano discriminazioni razziali, conflitti, intolleranze religiose, dovunque una minoranza levi la sua voce a reclamare giustizia, Antigone torna ad assumere il ruolo dell'eroina che sfida i regimi totalitari in nome di una pietas universale che «si estende dai fratelli di sangue a tutti gli uomini sentiti come fratelli, superando così ogni ethos tribale-nazionale» (Claudio Magris). Nei testi esemplari di Sofocle, Anouilh e Brecht rivive un mito che attraversa più di due millenni e la cui presenza nella storia della civiltà occidentale non può considerarsi conclusa.
Catalogo

