Enea Silvio Piccolomini
A oltre seicento anni dalla nascita (1405), gli scritti di Enea Silvio Piccolomini (papa Pio II) nella loro freschezza mantengono intatto l'attivo dialogo intessuto da questo singolare personaggio con l'architettura, sulla base di un ineliminabile rapporto con il presente. Una vita vissuta senza remore e timori reverenziali e il suo spirito anticonvenzionale lo condussero a individuare nel mutamento - nel divenire incessante dell'essere - l'unico ordine culturale possibile. Utente, prima, e committente poi di opere edilizie e trasformazioni urbanistiche, ne scorse la loro intima, reciproca relazione. Ancora oggi, dunque, tanto per l'architetto progettista che per lo storico le sue riflessioni sono attuali, perchè fondate su una visione del mondo e dell'attività creatrice non statica nè dogmatica, aperta ai mutamenti, flessibile e aperta al rinnovamento.
Marco Spesso, architetto, dottore di ricerca in Conservazione dei beni architettonici, si interessa, oltre che alla progettazione, allo studio dei processi formativi dell'architettura, anche in relazione ad aspetti più generali della produzione culturale. Ha pubblicato, nel 1991, un saggio su G. Theodoli e, successivamente, contributi sul tardo manierismo e il Settecento a Roma. Riguardo a Pio II, ha pubblicato sulla rivista Commentari d'arte un articolo dedicato alla cappella di San Giorgio a Wiener Neustadt, come riferimento della cattedrale di Pienza, e un altro sulle provvidenze del papa a favore della conservazione dei monumenti.
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