Aldo Loris Rossi
Aldo Loris Rossi è una figura anomala nel panorama architettonico italiano. Nato a Napoli nel 1933, si iscrive, ma non frequenta, la facoltà partenopea: è sostanzialmente un'autodidatta, si forma studiando e fotografando con taglio critico le opere dei maestri del Movimento Moderno. Il suo linguaggio architettonico coniuga morfologie organiche, passionalità espressionista e ascendenze futuriste e costruttiviste. negli anni della prima contestazione studentesca, fra il 1950 e il 1960, frequenta artisti e letterati e partecipa alla redazione di riviste d'opposizione politica e intellettuale. Sin dalla formazione e poi come professionista e docente universitario, si è posto in condizione di volontario isolamento dall'ambiente accademico napoletano; viceversa ha sempre tenuto contatti e relazioni culturali con gruppi d'avanguardia. Nonostante importanti riconoscimenti internazionali, la cultura architettonica italiana ha spesso sottovalutato gli esiti del metodo di Rossi, le volontà teoriche, le stretegie di una ricerca sempre protesa verso orizzonti nuovi e sperimentali. Fra le opere più importanti si segnalano l'edificio per i portuali a Napoli, l'ipotesi di "città-struttura", modello teorico di un insediamento a sviluppo verticale per 250.000 abitanti, il progetto per il recupero del rione Terra a Pozzuoli.
Massimo Locci (Cagliari 1952) dal 1977 ha svolto attività didattica a Roma e a Potenza. Oltre alla ricerca nell'ambito della Storia dell'architettura, ha sviluppato un forte impegno prgettuale, partecipando a concorsi di archiettura nazionali e internazionali. Ha pubblicato numerosi saggi in testi e riviste; è coautore dei tre volumi "Comunicare l'architettura", collana diretta da Bruno Zevi.
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