Cani da museo
Capolavori d'arte per raccontare il migliore amico dell'uomoa cura di Isabella Reale
Cane e uomo si guardano negli occhi da sempre, in un dialogo e in un mutuo scambio di sentimenti e di azioni che ha alimentato una letteratura ricca e oggi particolarmente nutrita, tanto
che l’io narrante spesso ha quattro zampe e magari un mantello bianco a pois rossi come la Pimpa.
Accanto all’uomo, con guinzaglio e museruola, come detta la legge, lanciato nell’inseguimento della preda, accoccolato in grembo, partecipe attivo e temerario di imprese sociali e umanitarie, allontanato o messo a morte in un rituale arcaico che mette in scena la negazione e il disprezzo dell’altro, del sottomesso, del gregario, ma anche selezionato ed esaltato nella ricerca di un ideale di bellezza forzatamente artificiosa, il cane fa parte del nostro universo quotidiano, emozionale e figurativo. L’importanza di questa sua presenza si conta nella progressiva moltiplicazione della sua immagine, che incontriamo per strada, in pubblicità, nella proliferazione di catene commerciali dedicate, fissandosi come una vera e propria icona del nostro tempo. A fronte di tale protagonismo, non ci è parso frivolo o leggero – o maniacale, per chi non ha la fortuna di una frequentazione diretta del soggetto trattato – guardare tale immagine attraverso la sua rappresentazione figurativa, proporre alcune considerazioni di carattere iconografico e iconologico riferendoci naturalmente a un’esemplificativa quanto parziale selezione di opere. L’intento è comporre una sorta di collezione ideale a tema, e, come per tutto il complesso fenomeno del collezionismo, feticismo compreso, comunque mosso dalla ricerca di formare un insieme significante di opere tra loro collegate, relazionate. Che sia la passione per la caccia, l’amore per il fedele segugio partecipe e testimone di ogni avventura venatoria, o ricerca storica sulle origini e le diversificazioni delle razze, basti pensare all’ormai secolare tradizione della pittura e scultura sul tema che si è sviluppata in Inghilterra e negli Stati Uniti, o semplicemente, come ironizza Savinio nella sua Enciclopedia, per l’amore della vecchia zitella per il suo Pechinese, sempre di sincera passione amorosa si tratta. Un atto d’amore che si accompagna al desiderio di conoscere, di approfondire, e in definitiva di capirci meglio, la prossima volta, quando ci guarderemo negli occhi e ci riconosceremo per quello che siamo realmente, come successe millenni fa ad Argo e Ulisse.
PIETRO GERVASONI
In catalogo testi di : Giuseppe Alessandra, Antonio di Colloredo, Paolo Casadio, Annalia Del neri, Maria Masau Dan, Isabella Reale, Tudy Sammartini
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