Il fantasma del leader
D'Alema e gli altri capi mancati del centrosinistra
Il centrosinistra è senza leader. Da quindici anni finge di volerlo, ma fa di tutto per non trovarlo. O meglio per reclutarne solo il fantasma provvisorio, in grado di garantire con la sua debolezza i sogni di gloria e il potere degli ex capi e degli aspiranti tali. Dall’altra parte, a destra, l’Unto, Silvio Berlusconi, brandisce tutta intera quella leadership che il centrosinistra, a forza di spartire e dissimulare, non conosce più. La questione del leader è diventata la malattia autoimmune che corrode il centrosinistra, facendogli perdere consenso e contatto con l’elettorato. Alessandra Sardoni spiega il dramma del Partito democratico attraverso le parabole dei vari leader provvisori. Costruiti o ingaggiati, allenati o “dopati”, e poi inevitabilmente decapitati, ma sempre pronti a risuscitare. Occhetto, il primo e l’unico “congedato”; Prodi, il leader senza partito; D’Alema, l’eterno demiurgo; Cofferati, il sindacalista che si è lasciato fermare; Francesco Rutelli, prestatosi a una sconfitta sicura in cambio di una quota nel nascente Pd; Walter Veltroni, il sindaco barocco della politica bella, che voleva meravigliare tutti con un miracolo che non c’è stato.
«La politica è uno stupendo gioco di simulazione... Se uno dice con chiarezza quello che vuole ha la garanzia che il suo obiettivo rimanga segreto» Massimo D'Alema
Alessandra Sardoni al tg2 Punto di vista
Alessandra Sardoni è nata a Roma nel 1964. Laureata in Filosofia del linguaggio con Tullio De Mauro, è inviato della redazione politica del Tg La7 e collaboratrice de «Il Foglio». Cronista parlamentare dal 1994, ha seguito da vicino tutti i principali avvenimenti della politica italiana per i telegiornali e gli speciali di approfondimento della rete. Ha condotto, con Pietrangelo Buttafuoco (2007) e poi con Lanfranco Pace (2008), la versione estiva del programma Otto e mezzo.
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