Dai gatti selvaggi al cane a sei zampe
Tecnologia, conoscenza e organizzazione nell'Agip e nell'Eniintroduzione di Franco Amatori
Wild cat (letteralmente, «gatto selvatico»), è un’espressione tipica del gergo petrolifero che indica una perforazione in un’area ancora inesplorata, in cui la resa e il conseguente profitto sono del tutto imprevedibili.
Questa è l’immagine che meglio rappresenta la situazione che si trovò ad affrontare l’AGIP alla sua nascita, nel 1926.
Nel quarantennio che seguì, questa impresa italiana si trasformò in uno dei più dinamici - e discussi - protagonisti dell’industria internazionale del petrolio. Il cane nero a sei zampe divenne l’emblema di un grandeprogetto di sviluppo avviato da Enrico Mattei, suscitando enormi entusiasmi e inestinguibili ostilità, che ancora oggi spesso trasfigurano la vicenda dell’impresa in una dimensione mitica.
Questo saggio - basato in gran parte sugli archivi ENI - intende spiegare le ragioni e i limiti dell’affermazione della compagnia petrolifera italiana analizzandone la dimensione operativa, e, al suo interno, il lungo processo di accumulazione di competenze tecniche e organizzative e il ruolo di catalizzatore svolto da Mattei.
Premio Achille Taverna, assegnato dalla Fondazione Alcide De Gasperi
Daniele Pozzi (1976) insegna storia economica e d’impresa all’Università Carlo Cattaneo - LIUC di Castellanza (va). Oltre a numerosi articoli scientifici sull’industria petrolifera italiana, ha pubblicato, con Andrea Giuntini, Energia per il territorio. Enrico Mattei e il metano in Italia (Giona 2003) e ha curato l’edizione di La leggenda del pioniere. Diario Mazzini Garibaldi Pissard 1929-1983 (eni 2008).
Autori

