Gli anni delle toghe
Appunti di un avvocato 1972-2007
Anche se l’incipit potrebbe farlo pensare, il libro
non appartiene al genere memorialistico.
Spesso, Avvocati di grande successo hanno ceduto
e cedono a una simile tentazione, pericolosamente
contigua a una autocelebrazione di tipo narcisistico.
Non è questo il caso.
Perché non sono i successi professionali a costituire
l’oggetto della narrazione, bensì l’esperienza
o meglio, le esperienze, che progressivamente, quasi
impercettibilmente, si condensano su un valore
che ogni penalista riconosce immediatamente:
la dignità della toga che indossa.
Ed è valore che non è in vendita, anche se, come
Franchini ha cura di precisare, la remunerazione
economica da parte del cliente sembra qualche volta
offuscare la prevalente componente di servizio
reso nell’interesse del cittadino.
Chi dell’Avvocatura ha autentica consapevolezza, sa bene che non potrà mai separare impegno tecnico e lealtà professionale da genuina passione civile.E Antonio Franchini, in questi appunti, offre appunto esemplare testimonianza di una vita professionale che si è svolta all’insegna di questa necessaria congiunzione. Se la si trascura, si può fare l’avvocato (magari di grande successo), ma non si è mai Avvocati. Franchini lo ha ben presente, e lo sottolinea in uno dei capitoli più intensi del suo lavoro.
«È come si porta la toga che segna la differenza».Si potrebbe aggiungere: è anche a chi la si lascia. Ma Antonio Franchini, oltre all’amatissima Sarah, ha tanti altri degni eredi. È questa, mi pare la rigenerazione che andava cercando.
Marco Zanotti
Antonio Franchini è nato a Venezia nel 1944. Laureato a Padova in Giurisprudenza nel 1970, ha intrapreso la professione di avvocato nel 1972. Da giovane ha coltivato la passione per il teatro, ma di fronte al dilemma tra la veste dell’attore e la toga del penalista ha scelto quest’ultima. È stato presidente dell’Ordine degli Avvocati di Venezia, presidente dell’Unione Triveneta degli Ordini, coordinatore nazionale dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura Italiana, Consigliere Nazionale Forense e Presidente della Fondazione «Feliciano Benvenuti». Attualmente è presidente della Camera Penale Veneziana.
Giuseppe Pietrobelli è nato a Schio nel 1953. Dal 1991 è inviato speciale de «Il Gazzettino», quotidiano per il quale ha raccontato il vecchio e il nuovo terrorismo di matrice brigatista o neofascista, le inchieste di Mani Pulite e il disfacimento di un sistema politico, gli scandali del Palazzo e le stragi di mafia, i misfatti della Mala del Brenta e i fenomeni politico-sociali del Nord-Est. Ma anche tante storie di uomini, donne e bambini - spesso tragiche o misteriose - che hanno attraversato le cronache degli ultimi vent’anni.
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