Paesaggi terrazzati dell'arco alpino. Atlante
a cura di Guglielmo Scaramellini, Mauro Varotto
"Monumento alla fatica pietrificata", i versanti terrazzati si trovano oggi in Europa di fronte a un bivio che cela un evidente paradosso: la constatazione della loro "insostenibilità" da parte degli abitanti della montagna che li hanno progressivamente abbandonati, e la loro recente riscoperta come modelli di una territorialità "sostenibile".
Quale futuro si prospetta per questo immenso e sottostimato patrimonio culturale? Il progetto ALPTER trasferisce a scala di arco alpino un'attenzione e una sensibilità crescenti negli ultimi vent'anni verso i terrazzamenti artificiali. Iniziative ed eventi sempre meno occasionali hanno avviato una sorta di "rivoluzione copernicana" rispetto al loro valore: non più sinonimo di arretratezza o "relitto museale" da relegare nel passato delle Alpi, ma "paesaggio bioculturale" da proporre a modello di sostenibilità per il futuro. Nel tentativo di presentare sinteticamente i risultati delle ricerche condotte all'interno del progetto, questo Atlante assume un'accezione insolita rispetto all'atlante tradizionale: l'oggetto sorretto dal gigante, figlio di Giapeto e Climene, costituisce solo la seconda parte dell'opera (Paesaggi terrazzati: la documentazione di otto diversi mondi a terrazze nelle Alpi). Essa poggia metaforicamente sulla prima parte (Chiavi di lettura), che suggerisce i diversi punti di vista da compendiare per chi desidera comprendere e sorreggere quei paesaggi, abbracciando una visione integrata che superi strettoie interpretative e steccati disciplinari troppo rigidi, complici della frettolosa mutilazione di una realtà invece complessa e affascinante.
Quale futuro si prospetta per questo immenso e sottostimato patrimonio culturale? Il progetto ALPTER trasferisce a scala di arco alpino un'attenzione e una sensibilità crescenti negli ultimi vent'anni verso i terrazzamenti artificiali. Iniziative ed eventi sempre meno occasionali hanno avviato una sorta di "rivoluzione copernicana" rispetto al loro valore: non più sinonimo di arretratezza o "relitto museale" da relegare nel passato delle Alpi, ma "paesaggio bioculturale" da proporre a modello di sostenibilità per il futuro. Nel tentativo di presentare sinteticamente i risultati delle ricerche condotte all'interno del progetto, questo Atlante assume un'accezione insolita rispetto all'atlante tradizionale: l'oggetto sorretto dal gigante, figlio di Giapeto e Climene, costituisce solo la seconda parte dell'opera (Paesaggi terrazzati: la documentazione di otto diversi mondi a terrazze nelle Alpi). Essa poggia metaforicamente sulla prima parte (Chiavi di lettura), che suggerisce i diversi punti di vista da compendiare per chi desidera comprendere e sorreggere quei paesaggi, abbracciando una visione integrata che superi strettoie interpretative e steccati disciplinari troppo rigidi, complici della frettolosa mutilazione di una realtà invece complessa e affascinante.
Guglielemo Scaramellini è professore ordinario di Geografia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Milano. I suoi interessi di ricerca, spesso condotti nel ruolo di coordinatore di unità di ricerca nazionali e internazionali, spaziano dall’ambiente naturale e umano delle Alpi e delle aree montane alla geografia storica e dei sistemi socio-economici territoriali; dallo studio delle città e dei poli metropolitani ai resoconti di viaggio nella geografia moderna e contemporanea.
Tra le sue numerose pubblicazioni qui ricordiamo le più inerenti la tematica del presente volume: Problemi della montagna lombarda. La media Valtellina di Tirano, Milano 1976; Una valle alpina nell'età pre-industriale. La Valtellina fra il XVIII e il XIX secolo, Torino 1978; Sustainable Development of Mountain Communities, Milano 1995 (a cura); Atlante socio-economico della regione insubrica, Bellinzona 1997 (con G.P. Torricelli e L. Thiede); Alpi e Appennini nella transizione attuale, Torino 1998 (a cura).
Tra le sue numerose pubblicazioni qui ricordiamo le più inerenti la tematica del presente volume: Problemi della montagna lombarda. La media Valtellina di Tirano, Milano 1976; Una valle alpina nell'età pre-industriale. La Valtellina fra il XVIII e il XIX secolo, Torino 1978; Sustainable Development of Mountain Communities, Milano 1995 (a cura); Atlante socio-economico della regione insubrica, Bellinzona 1997 (con G.P. Torricelli e L. Thiede); Alpi e Appennini nella transizione attuale, Torino 1998 (a cura).
Mauro Varotto è ricercatore presso il Dipartimento di Geografia dell’Università degli Studi di Padova. È autore di ricerche sul fenomeno dell’abbandono e dell’evoluzione territoriale delle aree marginali alpine e prealpine. Tra le sue opere: Il paesaggio dell'abbandono nel Massiccio del Grappa, Milano 1999; Spopolamento montano: cause ed effetti, Belluno-Innsbruck, 2003 (a cura, con R. Psenner); Uomini e paesaggi del Canale di Brenta, Verona 2004 (a cura, con D. Perco); Il grigio oltre le siepi. Geografie smarrite e racconti del disagio in Veneto, Venezia 2005 (a cura, con F. Vallerani).
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