Una bambina soldato
Vittima e carnefice nell'inferno dell'Uganda
Nel mondo ci sono più di 300.000 bambini soldato; questa è la storia di uno di loro. Una storia di violenza, di coraggio e di incrollabile speranza nel futuro
China Keitetsi aveva appena nove anni quando, in fuga da un’infanzia di sopraffazioni e di violenze domestiche, venne arruolata tra le fila dell’Esercito di Resistenza Nazionale ugandese. Dieci anni più tardi riuscì finalmente a scappare dagli orrori della guerra e dai trattamenti inumani che, come tanti bambini soldato, aveva dovuto subire da parte dei propri superiori: abusi, stupri, umiliazioni continue. Dopo infinite difficoltà, China è stata finalmente aiutata dalle Nazioni Unite a mettersi in salvo e a raggiungere la Danimarca, dove tuttora vive e lavora con i bambini.
La sua testimonianza sofferta e preziosa è ora raccolta in questo libro, un documento eccezionale capace di portarci nel vivo di una delle più grandi e trascurate tragedie dell’età contemporanea, quella di regimi ed eserciti che nella lotta per il potere non esitano a usare i bambini come carne da macello. Una storia che si apre tra le miserie di un’infanzia negata e si conclude con un messaggio di speranza che vorrebbe essere universale.
«Un libro capace di catturare con immediatezza tutte le sfumature dell’animo di una bambina che chiede amore e riceve in cambio soltanto violenze. Una bambina di dieci anni, talmente alla ricerca dell’approvazione altrui da arrivare a torturare i prigionieri che imploravano pietà» The Daily Telegraph
GUARDA L'INTERVISTA DI CAMILLA RAZNOVICH A CHINA KEITETSI NELLA TRASMISSIONE "TATAMI"
China Keitetsi vive tra la Danimarca e il Ruanda. Grazie al suo coraggio nel rompere il silenzio è diventata difensore di tutti i bambini che subiscono traumi e vengono privati dei loro diritti. Aiutarli è ormai la sua ragione di vita. Tiene conferenze sul problema dei bambini soldato in tutta Europa. E' stata invitata a parlare presso le Nazioni Unite, l'Unesco e il Parlamento tedesco. Oggi ricopre il ruolo di ambasciatrice dell'Unicef.
http://www.chinakeitetsi.info/
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