Luciana Miotto
Per le incoerenze funzionali e compositive, l’Imperiale di Pesaro è stata definita una “villa alla rovescia”. Tali soluzioni rispondevano tuttavia alle richieste di Francesco Maria Della Rovere e Leonora Gonzaga. I duchi di Urbino volevano una villa che fosse a un tempo dimora di rappresentanza e luogo per otia e giochi, con un’architettura che rispondesse alle loro scelte culturali, legate alla corte urbinate frequentata da Bembo e Castiglione. Genga sistema gli appartamenti d’inverno nell’ala preesistente (ex villa Sforza) e crea un’ala nuova, estiva, stupefacente per l’organizzazione degli spazi e per le novità del linguaggio architettonico. La lungaggine dei lavori, per difficoltà economiche, la loro interruzione alla morte del duca e la perdita di potere politico del Ducato contribuirono alla scarsa fortuna critica della villa e del suo architetto. l’Imperiale resta comunque un’opera tra le più innovative del primo Cinquecento.
Villa Imperiale di Pesaro
Per le incoerenze funzionali e compositive, l’Imperiale di Pesaro è stata definita una “villa alla rovescia”. Tali soluzioni rispondevano tuttavia alle richieste di Francesco Maria Della Rovere e Leonora Gonzaga. I duchi di Urbino volevano una villa che fosse a un tempo dimora di rappresentanza e luogo per otia e giochi, con un’architettura che rispondesse alle loro scelte culturali, legate alla corte urbinate frequentata da Bembo e Castiglione. Genga sistema gli appartamenti d’inverno nell’ala preesistente (ex villa Sforza) e crea un’ala nuova, estiva, stupefacente per l’organizzazione degli spazi e per le novità del linguaggio architettonico. La lungaggine dei lavori, per difficoltà economiche, la loro interruzione alla morte del duca e la perdita di potere politico del Ducato contribuirono alla scarsa fortuna critica della villa e del suo architetto. l’Imperiale resta comunque un’opera tra le più innovative del primo Cinquecento.
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