Stefan Collignon
L’analisi di Collignon è lineare. Il processo di integrazione europea è stato un grandioso successo che ha consentito di preservare la pace, sviluppare l’economia e il benessere, armonizzare i mercati, e dare ai cittadini europei un senso di comune appartenenza. Ma in un mondo globalizzato e con 25 stati membri, le istituzioni europee non sono più adeguate: e gli egoismi nazionali stanno paralizzando la capacità di agire.
È tempo perciò di sostituire ai compromessi tra gli stati una democratica assunzione di responsabilità diretta da parte dei cittadini. E l’autore (quasi un apolide: e forse per questo più liberamente e compiutamente europeo) ripropone con intransigenza l’obiettivo di un esecutivo che risponde solo
a un parlamento eletto da tutti i cittadini europei.
Giuliano Amato nella sua prefazione colloca il libro all’incrocio tra il rigore dell’economista e l’utopismo provocatorio di un innamorato dell’Europa. Un messaggio utopistico in tempi di euroscetticismo: ma positivo e comunque non fuori dalla realtà.
Stefan Collignon nasce a Monaco di Baviera nel 1951. Laureato a Berlino, completa i suoi studi all’Institut d’Etudes Politiques di Parigi, al Queen Elisabeth House di Oxford e alla London School of Economics. Dal 1975 al 2001 alterna attività di ricerca in Europa (per dieci anni all’Associazione per l’Unione Monetaria dell’Europa) con la carica di direttore generale del Ministero delle Finanze Tedesco. Dal 2001 insegna politica economica alla London School of Economics e all’Università di Harvard. Dal 2007 è presidente del Comitato scientifico del Centro Europa Ricerche di Roma e professore di politica economica alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Di questo libro sono state pubblicate versioni in tedesco, francese e inglese.
Viva la Repubblica europea
prefazione di Giuliano Amato
L’analisi di Collignon è lineare. Il processo di integrazione europea è stato un grandioso successo che ha consentito di preservare la pace, sviluppare l’economia e il benessere, armonizzare i mercati, e dare ai cittadini europei un senso di comune appartenenza. Ma in un mondo globalizzato e con 25 stati membri, le istituzioni europee non sono più adeguate: e gli egoismi nazionali stanno paralizzando la capacità di agire.È tempo perciò di sostituire ai compromessi tra gli stati una democratica assunzione di responsabilità diretta da parte dei cittadini. E l’autore (quasi un apolide: e forse per questo più liberamente e compiutamente europeo) ripropone con intransigenza l’obiettivo di un esecutivo che risponde solo
a un parlamento eletto da tutti i cittadini europei.
Giuliano Amato nella sua prefazione colloca il libro all’incrocio tra il rigore dell’economista e l’utopismo provocatorio di un innamorato dell’Europa. Un messaggio utopistico in tempi di euroscetticismo: ma positivo e comunque non fuori dalla realtà.
Stefan Collignon nasce a Monaco di Baviera nel 1951. Laureato a Berlino, completa i suoi studi all’Institut d’Etudes Politiques di Parigi, al Queen Elisabeth House di Oxford e alla London School of Economics. Dal 1975 al 2001 alterna attività di ricerca in Europa (per dieci anni all’Associazione per l’Unione Monetaria dell’Europa) con la carica di direttore generale del Ministero delle Finanze Tedesco. Dal 2001 insegna politica economica alla London School of Economics e all’Università di Harvard. Dal 2007 è presidente del Comitato scientifico del Centro Europa Ricerche di Roma e professore di politica economica alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Di questo libro sono state pubblicate versioni in tedesco, francese e inglese.
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