PROSSIMI EVENTI:
left arrow right arrow
riga verticale

Daniele Donghi

a cura di Giuliana Mazzi, Guido Zucconi


Daniele Donghi Nelle più recenti storie dell’architettura italiana contemporanea, Daniele Donghi è ricordato come autore dell’enciclopedico e un po’ farraginoso Manuale dell’architetto – edito da Utet in dieci volumi tra il 1906 e il 1935 – ed è segnalato tra i primi a impiegare in Italia il calcestruzzo armato secondo il sistema Hennebique (con questa tecnica realizza ad esempio nel Veneto il teatro di Rovigo, il ricostruito campanile di San Marco a Venezia e il cavalcavia dell’Arcella a Padova).
In realtà si tratta di una figura complessa che ha svolto ruoli molteplici in una fase decisiva per l’architettura italiana tra il 1890 e il 1930. Dal fondo recentemente ceduto dagli eredi all’Archivio Progetti dello iuav, emerge una personalità di notevole interesse e spessore per il panorama progettuale italiano del primo Novecento. Docente presso l’Università di Padova per oltre vent’anni, Donghi ha infatti eseguito molti lavori e affrontato temi diversi: a Torino, a Venezia, a Padova, a Rovigo, a Bassano e in numerosi altri centri dell’Italia settentrionale.
Al suo nome si lega anche una cospicua serie di articoli, costituita da pubblicazioni tecniche e da opuscoli divulgativi, nonché la partecipazione alla nascita di due periodici («Memorie di un architetto» e «L’Architettura pratica») decisivi per la diffusione e l’applicazione delle nuove tecniche costruttive. Nella medesima ottica ha collaborato a riviste altrettanto fondamentali, quali «Edilizia moderna» e «Il Monitore tecnico».

Giuliana Mazzi insegna Storia dell’architettura alla facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Padova, corso di laurea in Ingegneria edile. È autore di saggi di storia della città e del territorio, di iconografia e di cartografia storica, di storia dell’architettura nel Cinquecento veneto (con particolare interesse per i temi delle difese, per Michele Sanmicheli e per la cosiddetta scuola  sanmicheliana) e di analisi delle relazioni tra teoria, storia e progetto in area veneta tra la fine del Settecento e l’Ottocento, anche in rapporto alle formazioni professionali. Per Marsilio ha curato con Stefano Zaggia, «Architetto sia l’ingegniero che discorre». Ingegneri, architetti e proti nell’età della Repubblica (2004).

Guido Zucconi insegna Storia dell’architettura presso l’Università iuav di Venezia. Studioso di storia della città e dell’architettura italiana, ha pubblicato saggi e articoli soprattutto su figure, episodi, problemi del xix e del xx secolo, approfondendo il rapporto tra architettura e città, i nessi tra professione e formazione didattica, e i possibili legami tra storia e conservazione. Curatore di raccolte di saggi sull’opera di figure-chiave quali Camillo Sitte (1992), Gustavo Giovannoni (1997), è autore di monografie sull’opera di architetti italiani del Novecento. Ha curato una mostra sulla figura e l’opera di Boito, tenutasi a Padova nella primavera del 2000.
Tra i suoi libri: L’invenzione del passato. Camillo Boito e l’architettura neo-medievalista (1997)
e La città dell’Ottocento (2001).

PDFStampa

informazioni

1° ed.
Euro 44,00
2006
isbn: 978-88-317-9171-7


  • Marsilio Editori
  • Marsilio Editori S.p.A.
  • Marittima - Fabbricato 205
  • 30135 Venezia

  • p. iva IT 00348290271
  • Copyright © 2008 Marsilio Editori S.p.A.