Officina Liberovici
prefazione di A. Noveprefasonettazione di E. Sanguineti
a cura di Gabriele Becheri
Sperimentatore di un’arte aperta ai più diversi linguaggi, il compositore globale ha oggi la possibilità, grazie alla tecnologia, di pervenire a una nuova forma di «teatro totale». Il compositore globale è chiamato a ricostruire un linguaggio musicale che sappia attingere da tutto il mondo circostante, senza preconcetti e senza schizofrenie. La figura di Andrea Liberovici, da questo punto di vista, è esemplare. Fondatore del «Teatro del Suono», dieci anni fa, Liberovici pone la sua attività al centro di un crocevia cui convergono teatro, suoni, musica e video. In un’intervista ripercorre le tappe fondamentali del suo lavoro e propone una nuova concezione del comporre. La tecnologia del suono, le nuove possibilità di composizione, la collaborazione con librettisti (Edoardo Sanguineti, Aldo Nove, Peter Greenaway) e attori (Vittorio Gassman, Judith Malina, Giorgio Albertazzi, Ottavia Fusco, Massimo Popolizio…), gli spettacoli diLiberovici, da Rap (1996) fino ai più recenti progetti. Completa il libro una prefazione di Aldo Nove e una
prefasonettazione di Edoardo Sanguineti, le schede relative ai diversi spettacoli, i testi critici di studiosi e collaboratori (Gianfranco Vinay, Giancarlo Dotto, Jean Jaques Nattiez, Jean Baptiste Barriere, Pierluigi Petrobelli, Aldo Nove, ecc.) e un ricco apparato iconografico.
Gabriele Becheri, interessato in particolare alla musica del Novecento, ha scritto saggi e articoli e ha curato interviste e trasmissioni radiofoniche sull’argomento.
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