Carlo Sbisà
a cura di Nico Stringa
Caso unico tra gli artisti della sua generazione, Carlo Sbisà ha impresso una svolta radicale alla sua attività artistica dopo il 1945, abbandonando progressivamente la pittura per dedicarsi, assieme a Mirella Schott, sua moglie, alla scultura e soprattutto alla scultura in ceramica, e alla ceramica tout court. La cosa stupisce e non può non stupire; perché, proprio nella contingenza cruciale che spinse il massimo scultore dell’epoca, Arturo Martini a denunciare l’impotenza della scultura nel celebre libello Lascultura lingua morta (Venezia 1945) e in un’epoca in cui invece la pittura, finalmente autonoma dalle necessità celebrative del ventennio fascista, prendeva nuovo slancio, Sbisà al contrario manifestò una esigenza profonda di cambiare in direzione opposta. Il catalogo di Carlo Sbisà contribuirà a complicare e a semplificare insieme il panorama noto.
Nico Stringa è docente di Storia dell’Ar te contemporanea all’Università di Ca’ Foscari di Venezia. Esperto sulla scultura dell’Ottocento, da Antonio
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