Per non vestirsi di nero
Quattro donne, quattro mondi diversi, quattro personalità contrastanti, un unico fine: sopravvivere
Sopravvivere alla guerra, alla fame, ai pericoli, al rancore che le divide, ma soprattutto sopravvivere all’amore. Un amore devastante che porta al tradimento e all’omicidio, un amore contro le regole imposte da una società chiusa nella gabbia delle finzioni. In un’Italia che dalla tragedia della Prima guerra mondiale scivola verso le immani catastrofi della Seconda, sullo sfondo di un fascismo che, con violenza dilagante, diventa dittatura, Anna, Silia, Renata e Carmen tentano di dare un senso alla propria vita con l’entusiasmo della gioventù, e si appoggiano l’una all’altra nello sforzo di creare una attività che sia fonte di guadagno ma soprattutto di indipendenza. Anna e Silia vengono da un orfanotrofio. Carmen nasce da una famiglia di famosi cantanti lirici, Renata è figlia di contadini della bassa padana. È Carmen che raduna intorno a sé, nella Bologna degli anni ’20, le tre amiche per organizzare un’attività di ricamo che in breve si rivela lucrosa. Ma con i primi guadagni cominciano anche le incomprensioni. Ne consegue, fra loro, un prolungato conflitto, cui fa da sfondo il nero ventennio fascista. Poi il figlio di Carmen viene misteriosamente ucciso. Comprendere chi sia stato a uccidere e a scatenare l’odio diventa la soluzione di un vero e proprio giallo, che s’intreccia con le vicissitudini storiche di quel travagliato periodo.
Nicoletta Filippini Rubei, è nata a Sarnano (Macerata). Ha pubblicato traduzioni, saggi di critica letteraria e due romanzi: Ritratto di contadina con rose gialle (1998) e Storia di inganni e di bugie (2003). Vive a Trevignano e a Roma.
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