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Manlio Brusatin

Colore senza nome




Colore senza nome

"Anche il Blank è un colore? Il Blank è un colore della mente. La mente ha un colore che non riusciamo mai a vedere perché cè sempre qualche altro colore che passa per la mente e si sovrappone al nostro sguardo" Italo Calvino, 1985

L’autore suggerisce una navigazione tra le tecniche del sottrarsi e del mostrarsi dell’opera darte: dal buio delle immagini che svilupperanno il loro senso possibile nel tempo, al "galleggiamento" nei colori e all’artista arlecchino o buffone, dalla cecità di fronte al colore, alla ricerca cromatica messa in atto dalle nuove arti visive, per finire con i colori supplementari, che nascono nella nostra mente. Il colore, dunque, ci parla di come è e di come potrebbe essere fatta l’arte, anche se essa non ha ancora un nome, ed è questo che ci permette di cercarla in forme disperse, come un’eco visibile. Arte che per durare deve inizialmente consegnarsi all’oblio: condizione necessaria per essere scoperta come tale.E dunque esistere.

Manlio Brusatin (1943) insegna alla facoltà del Design del Politecnico di Milano e alla facoltà di Architettura di Alghero. Ha collaborato a varie Biennali di Venezia delle arti, dell’architettura e del teatro e ha esperienza internazionale sul tema del colore, argomento sul quale ha tenuto lezioni, conferenze, seminari in musei e università italiani e stranieri. Fra le sue numerose pubblicazioni la trilogia storico-critica sulle arti Storia dei colori (Torino 1983, 22 edizioni), Storia delle linee (Torino 2001, 5 edizioni), Storia delle immagini (Torino 2002, 5 edizioni).


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informazioni


pp. 164 con 16 pp. di inserto fotografico a col., 1° ed.
Euro 18,00
2006
isbn: 978-88-317-8853-3



01.05.06
Stile


TEATRO LA FENICE
Euro 61,97
isbn: 978-88-317-6509-1

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