Il cinema sudcoreano contemporaneo e l'opera di Jun Sun-woo, (Il)
La Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro torna a occuparsi della Corea del Sud dopo il volume curato da Adriano Aprà in occasione della pionieristica retrospettiva del 1992. Da allora, la politica, la società e la cinematografia di quel paese hanno conosciuto enormi cambiamenti, innescati in gran parte dallinsediamento del primo governo civile (1993) dopo decenni di regimi e dittature militari. Una nuova leva di giovani registi, lafflusso di investimenti e una crescente varietà di generi, temi e stili, hanno portato quella che negli anni settanta e ottanta era una delle industrie cinematografiche meno innovative del continente asiatico, a riconquistare il pubblico locale e a ottenere un meritato e inedito successo allestero. Nonostante numerose iniziative e omaggi, mancava, soprattutto in Italia, un volume che aggiornasse e approfondisse la ricognizione del 1992, analizzando, grazie al contributo di alcuni tra i critici e i saggisti sudcoreani più prestigiosi, le tendenze le opere e le figure contemporanee più rappresentative dellattuale situazione. In questo contesto, il momento è propizio anche per il primo approccio sistematico allopera di uno dei protagonisti indiscussi della "nouvelle vague" sudcoreana: Jang Sun-woo. Un innovatore controverso e provocatorio, in grado di riassumere e distanziarsi dalle molteplici tendenze della produzione locale e di mutare le forme e i soggetti del proprio narrare in modo coerente rispetto ai profondi cambiamenti avvenuti nella società, nella cultura e nella storia del suo paese.
Scritti di: Davide Cazzaro, Chung Sung-ill, Vincenza DUrso, Gianluca Gibilaro, Huh Moon-yung, Jang Sun-woo, Kyung Hyun Kim, Kim Myoung-joon, Kim So-young, Nam Dong-chul, Darcy Paquet, Hyangsoon Yi e Yi Hyoin.
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