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Anna Fano

Giorgio e io

Un grande amore nella Trieste del primo '900
a cura di Guido Fano


Giorgio e io

"Ti te ricordi quando che te lavavo i zinòci - con la scartàza?" Questa era la frase che mi ripeteva tante volte, anche da adulto, con affetto e con un pizzico di nostalgia. Figlia della sorella di mia bisnonna dopo la morte di questa, era una singolare zia (ma coetanea) di mia madre. Per me era semplicemente "Annetta", una stretta familiare, un po’ zia e un po’ seconda madre; e suo figlio Guido, per me "Gheghe", era una specie di fratello. Leggendola in questi suoi ricordi, ho trovato quasi sempre una storia che conoscevo, sia pure a frammenti; e l’ho goduta, come sempre succede in questi casi. Posso dire però di averla ritrovata in una dimensione alquanto diversa da quella familiare, sotto una luce che la fa particolarmente apprezzare. Era una donna nuova, che in un certo senso precorreva i tempi, perché Annetta non si rifugiava in ruoli subalterni, non rinunciava alla propria personalità, una donna che non temeva neppure di rompere schemi di comportamento consolidati da generazioni e aveva avuto il coraggio, in tempi non facili, di mettersi in contrasto col suo ambiente per seguire il suo ideale di donna emancipata. La sua stessa vita dimostra che tutto questo non ha leso né la sua "femminilità" né la capacità di essere la compagna e fedele sostenitrice di un uomo geniale come Giorgio Fano, un uomo singolare e non facile, dotato di grande fantasia, di creatività, assieme a una rara profondità di pensiero, condita con un permanente entusiasmo giovanile che gli permetteva di giocare e scherzare con noi bambini, accolto come se fosse stato uno di noi. Una vita, questa, drammatica e sofferta; ma anche largamente gratificata. E tale da poter dire molto anche a coloro che la leggeranno oggi, a coloro che non hanno fatto in tempo a conoscerla, la mia cara vecchia Annetta. Amos Luzzatto

Anna Curiel Fano apparteneva a quell’ambiente di intellettuali triestini dominato da artisti del calibro di Svevo e Saba. È stata la fedele compagna e collaboratrice del filosofo e scrittore Giorgio Fano che sposò nel 1931. Ha scritto numerosi racconti, alcuni dei quali comparsi su giornali e riviste, il libretto autobiografico Noi ebrei e una commedia inedita intitolata Vittoria.

Guido Fano, suo figlio, è uno specialista di meccanica quantistica ed è stato professore ordinario di Metodi Matematici della Fisica all’Università di Ferrara. Attualmente ricopre la cattedra di Istituzioni di Matematiche all’Università di Bologna ed è autore di vari testi scientifici, tra cui Mathematical Methods of Quantum Mechanics, edito nel 1971.


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informazioni


pp. 352
Euro 19,00
2005
isbn: 978-88-317-8689-8


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