Commedie
a cura di Piermario Vescovo
Gli anni 1855-1857 - centralissimi nella breve vita di Ippolito Nievo - vedono la composizione di tre commedie, dopo che il giovane autore si era già misurato con le forme più in voga del dramma a tesi e del dramma storico. Il presente volume offre al lettore i due testi comici che ci sono giunti in redazione completa. Si tratta certamente di opere minori, ma tuttaltro che insignificanti nel panorama del teatro comico italiano dellOttocento, soprattutto nella distanza che lautore dichiara da un teatro "popolare" o didattico-risorgimentale. Pindaro Pulcinella gioca sul contrasto tra il poeta che vorrebbe volare alto e il reale ruolo che la letteratura riveste in un mondo popolato non da eroi ma da burattini. Tra un modesto appartamento milanese e una agiata dimora di villeggiatura sul lago di Como, lautore mette in caricatura gli affanni, le pressure, gli incomodi del poeta Valerio, tra i magri guadagni del giornalismo, i fiaschi teatrali, i doveri della scrittura doccasione e su commissione (romanze per cantanti dilettanti, poesie per linaugurazione di campane o per declamazione infantile), le persecuzioni dei debiti e della censura poliziesca, il fallimento amoroso. Le invasioni moderne immagina invece a Napoli uno spaccato burlesco dellalta società meridionale, riprendendo gli schemi allusivi della commedia goldoniana, facendo agire un campionario assortito di consunta aristocrazia provinciale e internazionale, tra inglesi pazzi e annoiati, improbabili principesse russe e falsi visconti francesi.
Piermario Vescovo insegna letteratura teatrale italiana presso la Facoltà di lettere dellUniversità di Venezia. Per Marsilio ha curato le edizioni de Le baruffe chiozzotte e de Luomo prudente di Carlo Goldoni e di Tutto il teatro di Giacinto Gallina.
Ippolito Nievo nacque a Padova il 30 novembre 1831, morì la notte fra il 3 e il 4 marzo 1861, nel naufragio del vapore "Ercole", sulla rotta Palermo-Napoli. Visse fino ai ventanni tra il Veneto, la Lombardia e il Friuli. Lultimo dei tre decenni che gli toccarono in sorte - oltre alla sua partecipazione alle imprese garibaldine dei Cacciatori delle Alpi e poi dei Mille - risulta straordinariamente ricco di scrittura: poesie, collaborazioni giornalistiche, cronache di costume, drammi, commedie, tragedie, saggi letterari e politici, racconti e romanzi, fino alla grande epopea progettuale - di una vita e di una nazione - de Le confessioni di un italiano, a compendiare e immaginare nello spazio di una lunga esistenza romanzesca lesemplare di innumerevoli sorti individuali. Alla cultura italiana manca ancora una raccolta completa delle sue opere. Ledizione nazionale torna a progettare questimpresa, dopo la mancata realizzazione di due iniziative negli anni cinquanta-sessanta e settanta-ottanta dello scorso secolo. La forma scelta non è quella monumentale di grossi tomi disposti cronologicamente o tematicamente, ma quella, agile, della collezione che presenti - nel testo critico e col corredo di un commento - le singole opere e le raccolte nella loro originale individualità.
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