La morale è una favola
A una prima occhiata, queste pagine appaiono come divagazioni filosofiche e spigolature a ruota libera che sfiorano i temi più diversi, saltabeccando da Nietzsche a Spinoza, da Leopardi alle neuroscienze, dalletologia a Chomsky, da Joyce al nichilismo, da Severino a Magris. In realtà questa dispersione è solo apparente, in quanto il filo del discorso ribadisce dallinizio alla fine ununica tesi di fondo: luomo non è libero. Lautore, pervicacemente agnostico, dichiara di non avere certezze, ma su questa tesi a-moralistica non ha titubanze: ogni nostro atto è sempre frutto di fattori occasionali, è sempre dettato da caso e necessità, non è mai libero, come non è mai libero ogni nostro pensiero. Naturalmente gli si potrebbe obiettare: se sei agnostico, come fai a essere così sicuro e perentorio? A questo interrogativo, più che legittimo, lautore teme di non poter dare una risposta adeguata, anche se non dispera che qualche lettore sia in grado di suggerirgliela.
Paolo Caruso, nato a Catania il 4 giugno 1934, vive a Milano e a Roma. Da quarantanni lavora per leditoria, che lo ha visto affermarsi come scopritore di nuovi autori e inventore di bestseller. Ha curato e introdotto opere di importanti scrittori, come Jean-Paul Sartre, Maurice Merleau-Ponty, Alexandre Kojève, Ernest Jones, Charles Fourier, D. A. F. de Sade, Georges Bataille, Franz Boas, Claude Lévi-Strauss. Ha collaborato a decine di riviste culturali italiane e straniere, fra le quali "Aut Aut", "Il Verri", "Archivio di filosofia", "Les Temps Modernes", "LArc", "Atlas", "Almanacco Bompiani". "Ulisse", "Paragone". Ha pubblicato Conversazioni con Lévi-Strauss, Foucault e Lacan (Mursia 1969), Intervista sull'etologia (con Danilo Mainardi, Laterza 1977), Innocente - come tutti (Hoepli 2001). Per Marsilio dirige la collana Le Maschere.
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