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«Architetto sia l'ingegniero che discorre»

a cura di Giuliana Mazzi, Stefano Zaggia


«Architetto sia l'ingegniero che discorre»

Il mestiere di chi costruisce e di chi interviene nell’organizzazione del territorio può essere considerato come un qualcosa che appartiene alla storia globale di processi di edificazione. La maggior parte delle costruzioni realizzate in età storica si basa, infatti, su saperi e su forme di organizzazione del lavoro da cui è assente l’architetto inteso (come lo è stato a partire dal Rinascimento quando l’attività degli artisti si sottrae alle arti meccaniche) come colui che progetta un edificio e ne controlla la realizzazione eseguita dai diversi tipi di maestranze. La storia dell’architettura è segnata dalla separazione tra architettura "colta" e architettura "minore": ma gli esiti di quest’ultima costituiscono gran parte del tessuto storico che ci circonda. Non a caso dal Rinascimento, e fino al XX secolo, la ricerca di una definizione delle conoscenze teoriche e pratiche necessarie a fondare le competenze di un architetto e a distinguerle da quelle di un ingegnere (o inzegnarius, per riprendere il termine quattro-cinquecentesco impiegato per sottolinearne la diversità culturale e professionale) ha dato luogo a una serie nutrita di dibattiti. I saggi contenuti nel volume tentano, nell’ambito di questa problematica, di tracciare un profilo, sia pur sommario, dei ruoli esercitati nei cantieri pubblici, in quelli privati o in quelli religiosi da architetti, da ingegneri, da proti, da maestranze intermedie di cantiere e da periti, e di rintracciare le mansioni svolte dai medesimi professionisti all’interno (o a fianco) delle magistrature preposte all’organizzazione del territorio e delle città nell’età della Repubblica veneta: un periodo storico caratterizzato da realtà complesse, molteplici e contraddittorie (sia politicamente che culturalmente), dove non sempre sono cercate omologazioni con la Dominante ma tutt’al più se ne condividono determinate tendenze, secondo fasi cronologicamente discontinue.

Giuliana Mazzi insegna Storia dell’architettura alla facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Padova. Si occupa di storia della città e del territorio, di iconografia e di cartografia storica, di storia dell’architettura nel Cinquecento veneto (con particolare interesse per i temi delle difese, per Michele Sanmicheli e per la cosiddetta scuola sanmicheliana) e di analisi delle relazioni tra teoria, storia e progetto in area veneta tra la fine del Settecento e il primo Ottocento, soprattutto in rapporto alle formazioni professionali.

Stefano Zaggia è dottore di ricerca in Storia dell’architettura e dell’urbanistica. Ha svolto la propria attività di ricerca presso il dipartimento di Storia dell’Architettura dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia e ora presso il dipartimento di Architettura, Urbanistica e Rilevamento dell’Università di Padova. È autore di saggi di storia urbana e dell’architettura. Per Marsilio ha pubblicato L’università di Padova nel Rinascimento. La costruzione del palazzo del Bo e dell’Orto botanico, 2003.


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informazioni


Euro 40,00
2004
isbn: 978-88-317-8449-8


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