I giardini incantati
Frugando tra le vecchie cose salta fuori un quaderno della madre, un erbario che è anche un diario, e il figlio dopo tanti anni rileggendolo risponde con una lunga lettera.
"Cara mamma" comincia intenerito, e poi dilaga il fiotto dei ricordi, il cumulo delle esperienze vissute, il mistero che nascondono, le fantasie che accendono. Sono soprattutto gli anni dellinfanzia e della prima adolescenza che simpongono, gli anni di una guerra attraversata con ingenuità e candore tra Milano e i paesi degli sfollati, in una famiglia su cui incombe la disattenzione paterna, la quale tuttavia non basta a soffocare lestro di una donna che insegue il sogno di classificare la natura e suoi fiori, prima di arrendersi allevidenza: "Si può classificare solo il disordine, ossia non si può classificare niente". Alla fin fine per Rugarli, che torna con questo libro ai temi di Il nido di ghiaccio, si tratta sempre delleterna questione del vivere e dello scrivere, che non trovano mai lequilibrio, anche se è solo il secondo che può moltiplicare la vita riempiendola di senso e significato.Giampaolo Rugarli ha pubblicato Il superlativo assoluto (Premio Bagutta opera prima), La troga, Il nido di ghiaccio (Premio selezione Campiello), Diario di un uomo a disagio, Andromeda e la notte (Premio Capri e finalista al Premio Strega), Una montagna australiana, Il Cavaliere e la vendita della saggezza; con Marsilio: Una gardenia nei capelli (1998, Premi Domenico Rea, Sirmione-Catullo, Ibla - un ponte per lEuropa, Fenice-Europa), Il manuale del romanziere (1999), La divina Elvira (1999, Premio Il Molinello), Il punto di vista del mostro (2000, Premio Chiara) Ultime notizie dallAcheronte (2000), La viaggiatrice del tram numero 4 (2001), Olevano, la patria romantica (2003) e La luna di Malcontenta (2004).
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