La nuova aerostazione di Venezia
a cura di Gian Paolo Mar
"A mio parere due sono le costruzioni anomale nel panorama di Venezia: i Molini Stucky e il Nuovo aeroporto. Per localizzazione, dimensioni, funzione 200x200 sono le misure che tu mi hai dato dellaeroporto, ormai completato. Misure che non appaiono al primo impatto esterno. Perché? Perché al contrario di quello di Shangai (è il più recente che io ricordi) che è una grande costruzione lunghissima ed uguale tu invece hai scelto la strada di dare una misura (umana? tecnica? artistica?) composita, in modo da sottolineare anche allesterno la partizione che culmina nei sei finger di imbarco/sbarco, che allarrivo o alla partenza sottolineano in modo inedito e piacevolissimo il percorso tutto vetrato da e per laereo, fatto inedito negli altri aeroporti (che io sappia). Vetrato giustamente, visto il panorama unico che si gode percorrendo i finger (ultimo addio o primo arrivo): Venezia, la laguna, Murano, Burano, Torcello, le montagne lontane! A quando gli aerei tutto vetro?".
Così Carlo Aymonino in una lettera allarchitetto dellaeroporto Gian Paolo Mar, riprodotta nelle prime pagine del volume, esprime la sua emozione di fronte a questa immensa opera che è sorta lentamente e senza farsi troppo notare in una città difficile come Venezia. Ed è proprio con lunicità del contesto ambientale ed edilizio che la nuova costruzione si è voluta confrontare esplicitando nellimmagine architettonica lappartenenza ad una tradizione edilizia e costruttiva storicamente sedimentata. Sono stati ricercati continui e costanti riferimenti formali ai manufatti industriali e civili di Venezia come ad esempio le gaggiandre dellarsenale: una serie di tante piccole cavane alte più di 13 metri con un motivo che unisce ogni ambiente allinterno, unonda che diventa gigantesca nel salone delle partenze dove laltezza interna raggiunge i 7 metri e immense vetrate aprono lareostazione alla laguna. Progettata per 5,5 milioni di passeggeri, la nuova aerostazione ha una superficie di circa 60.000 mq.
Il volume di grande formato e tutto a colori racconta, come in una specie di diario, la storia dellaeroporto e documenta attraverso circa 400 disegni e 150 illustrazioni a colori la complessità delle problematiche progettuali e di cantiere.
Gian Paolo Mar, nato nel 1934, si laurea presso lIstituto universitario di architettura di Venezia e dal 1961 incomincia lattività di libero professionista. Lo studio attualmente è organizzato e seguito dalle figlie Paola, responsabile amministrativo e Giovanna, architetto e responsabile tecnico progettuale, ed è composto da circa 25 persone, tra collaboratori e dipendenti. Lo studio, nel corso di questi anni, si è dedicato alla redazione di numerosi e importanti strumenti di pianificazione urbanistica, restauri, opere di edilizia residenziale pubblica e privata, residenziale turistica, ospedaliera, edifici per attività produttiva e scolastica, strutture aeroportuali, arredamento e architettura per interni.
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