Storia letteraria del '900 italiano
"Questo libro è stato pensato come un viaggio nella letteratura del Novecento italiano. Evoca un paesaggio ricco di eventi e di tensioni, scansando astratte pretese di completezza e rigide barriere disciplinari"
Un lucido ed efficace affresco da Croce a Eco, da Pascoli a Caproni, da Svevo a Calvino
Un vero racconto, scritto con grande chiarezza, affascinante come un romanzo
Alcuni brani del testo illustrano meglio di qualsiasi riassunto lo stile e limpostazione del libro: "Mark Twain scrisse una volta che gli uomini sarebbero infinitamente più felici se fosse loro concesso di nascere ottantenni per diventare gradualmente diciottenni. Non so se avesse ragione, ma è esattamente quello che accadde a Montale. Un bel giorno del 65 il natovecchio, il poeta del Senex, si svegliò e scoprì di avere diciotto anni. Lo specchio gli rimandava limmagine di un arcigno vecchietto, ma lui sapeva che da qualche parte dentro di sé viveva uno scapestrato adolescente. E si mise a scrivere calembours, filastrocche sapienziali, sentenze, versi, versetti e versacci che rovesciavano la sua immagine consueta di pessimista virilmente crucciato e distante. E se qualcuno gli ricordava le sue vecchie poesie,
Vorrei mandarlo al diavolo. Non amo
Essere conficcato nella storia
Per quattro versi o poco più. Non amo
Chi sono, ciò che sembro. È stato tutto
Un qui pro quo. E ora chi nesce fuori?"
"Tra i tanti rifiuti editoriali del Novecento italiano, quello di Se questo è un uomo è il più clamoroso. La cosa strana è che a respingere il libro per leditore Einaudi fu Natalia Ginzburg, ebrea della buona borghesia piemontese: ambiente da lei rievocato più tardi nel pregiato Lessico familiare (1963). Se si guarda solo a questi due libri, la spiegazione è fin troppo comprensibile. Se questo è un uomo è esattamente tutto ciò che è fuori dal Lessico familiare. In quegli anni lorrore non faceva parte del mondo di Natalia Ginzburg. Le pareti del suo edificio letterario erano tappezzate di materiale isolante, costruito con elementi che lei allora riteneva indistruttibili: la cultura, la famiglia, le dolci conversazioni, la nostalgia, la patria piemontese, la leggerezza, lo scherzo, il sorriso".
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