La favola di Innocenzo Onesto, il decapitato
traduzione di Alberto Princis
In una tranquilla cittadina del Sudamerica scatta lallarme sociale: il nemico è la risata, corruttrice delle serie e severe abitudini piccolo-borghesi.
Il protagonista del romanzo, lirreprensibile Innocenzo Onesto, decide di dare lui stesso lesempio, decisivo, e si fa decapitare. Unéquipe di medici sostituisce la sua testa con quella di un mostro, inizia la riabilitazione dellibrido umano, linserimento nel mondo del lavoro... Finché il potere - con unoperazione speculare da Grande Fratello - proietta la sua immagine in ogni angolo della città, e lorrore diviene una nuova estetica. Ma il terrore non può durare a lungo, e limplacabile necessità del riso riemerge da una smorfia del mostro... Un romanzo che appartiene al genere fantastico, ma in cui la satira sociale si unisce a una vertiginosa velocità narrativa, ricca di controcanti ed espedienti: il roteare dei personaggi avvolge con una nube dironia e disincanto la ferocia dei meccanismi del potere e le limitate risorse della cultura consumistica contemporanea. E la tesi in fondo è semplice, come ogni verità: lautentico sorriso è vita, oltre che atto dintelligenza, e se viene soppresso gli esseri umani si ritrovano come dei fantocci, schiavi e comparse di un film piuttosto distante dalla loro dignità.
"Il mondo è pieno di voci, un nuovo Marconi potrebbe inventare un apparecchio capace di captarle tutte, infinito vocio su cui la morte non ha potere. Così pensa Juan Octavio Prenz che ha ascoltato quel mormorio e lo ha fatto diventare romanzo nella sua Fabula de Inocencio Onesto el Degollado, storia grottesca e surreale che viene intessuta e dissolta dalle voci che si incrociano, si sovrappongono, si allontanano e si disperdono. Nato a Buenos Aires, originario dellIstria croata dellinterno, professore italiano e scrittore spagnolo, Prenz ha insegnato e vagato nei più diversi Paesi al di qua e al di là delloceano; forse si è fermato a Trieste perché la città gli ricorda il cimitero di barche e di polene di Ensenada de Barragá, fra Buenos Aires e La Plata, che ora vive solo in un suo smilzo volume di poesie". Claudio Magris, Microcosmi
Juan Octavio Prenz è nato in Argentina e dal 1979 vive a Trieste, dove insegna Letteratura Spagnola moderna e contemporanea allUniversità. Traduttore (dal serbo-croato), scrittore, saggista, poeta, ha pubblicato tra laltro Cuentas claras (1979), Apuntes de historia (1986), Cortar por lo sano (1987) e Hombre lobo (1998). Nel 1992 la raccolta La Santa Pinta de la Niña María ha ottenuto il Premio Internazionale "Casa de las Américas".
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