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Svetonio

L'imperatore Claudio (Vite dei Cesari V)

a cura di Gianni Guastella


L'imperatore Claudio (Vite dei Cesari V)

Divertiti e increduli: così si resta di fronte a una figura come quella dell’imperatore Claudio. Uno sciocco al potere, si potrebbe dire con una formula sintetica, pensando a quel ferocissimo pamphlet che è l’Apokolokyntosis di Seneca. Ma anche da molti brani degli Annali di Tacito l’immagine di Claudio (specialmente quella "privata") viene fuori con tratti assai poco dignitosi; e con Tacito entriamo nel territorio di una solenne storiografia drammatica. La biografia che Svetonio dedica a questo imperatore, pur conservando i tratti consueti di un resoconto scrupoloso e completo, sembra voler accentuare le caratteristiche farsesche del personaggio. Schiavo delle mogli e dei liberti, pavido e irascibile, volgare e senza dignità, il Claudio di Svetonio appare subito così carico di difetti da sembrare quasi una figura costruita ad arte per sintetizzare tutto quanto un imperatore non dovrebbe essere. Insospettisce questo modo di presentare un uomo che oggi gli storici tendono a considerare come un sovrano e un amministratore tutt’altro che sprovveduto e fallimentare. Soprattutto insospettisce l’atmosfera grottesca in cui il biografo non manca mai di fermare le pose più memorabili del suo personaggio. Ed è difficile, alla fine, valutare quanto del ridicolo di cui anche Svetonio ha circondato il suo Claudio appartiene alla vita e quanto alla malizia della letteratura.

Gianni Guastella insegna storia della filologia e della tradizione classica all’Università di Siena. Ha studiato prevalentemente aspetti della letteratura latina legati a grandi temi antropologici (la parentela e gli affetti, la metafora del "sangue", il significato culturale della "contaminazione", il sogno, la comunicazione). Alle biografie di Svetonio ha già dedicato un altro commento (Svetonio, La vita di Caligola, a cura di G. G., Roma, La Nuova Italia Scientifica [poi Carocci], 1992). Gaio Svetonio Tranquillo vive a cavallo fra il i e il ii secolo d.C. Sotto Adriano (e forse già sotto Traiano) ricopre funzioni di rilievo. La sua fortuna sembra spegnersi con lo scandalo di corte del 122, che ebbe fra le sue conseguenze l’allontanamento dello scrittore e del suo protettore Setticio Claro, prefetto del pretorio. Da questa data non sappiamo più nulla di Svetonio. Erudito dai forti interessi antiquari, dedicò opere agli argomenti più svariati, ma di questa vasta produzione non ci è rimasto quasi nulla. Il suo nome resta legato più che altro alla produzione biografica: la serie incompleta delle Vite dei grammatici e dei retori e gli otto libri delle Vite dei Cesari. Insieme alle Vite di Plutarco, quest’opera rappresenta il più importante modello di scrittura biografica dell’antichità sopravvissuto nella cultura occidentale.


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informazioni


Euro 12,91
2001
isbn: 978-88-317-7116-0


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