Adelchi
commento e note di Paola Azzolinia cura di Gilberto Lonardi
La seconda tragedia manzoniana, che qui si ripresenta nella prima edizione del 1822, fu composta in anni cruciali per le cospirazioni risorgimentali in Lombardia e tra i più tristi per quell
uomo dalla coscienza delicata che fu Alessandro Manzoni. In un contesto ricco degli echi tragici della contemporaneità, si inscena, come già nel Conte di Carmagnola, il dramma dellazione negata e dellimpossibile conciliazione della felicità dellindividuo con le ragioni del potere. Al centro dellazione-riflessione tragica è la figura di Adelchi, il principe longobardo che assiste impotente alla caduta del regno dei suoi avi, insieme alla sorella Ermengarda, la sposa ripudiata di Carlo. In Adelchi lo scacco dellindividuo-eroe, già caro al teatro classico, si misura non nella scelta plateale del suicidio, ma nella consapevole rassegnazione a una sorte senza gloria. Ermengarda invece, la vittima innocente del naufragio della passione, affida al linguaggio non cosciente del delirio prima, alla voce del Coro poi, la traccia fragile della propria vicenda, segnando in questa impossibilità di trasformare in parola il proprio dramma la sua appartenenza alla schiera delle vittime senza storia.Alessandro Manzoni (Milano 1785-1873) fonda con I promessi sposi il romanzo italiano moderno. In precedenza, nel corso di una giovinezza vissuta tra Milano e Parigi, si cimenta con i grandi generi classici della poesia lirica e tragica, in entrambi i casi innovandoli profondamente alla fine di percorsi paralleli che culminano rispettivamente con gli Inni sacri e con lAdelchi.
Gilberto Lonardi insegna letteratura italiana allUniversità di Verona. Su Manzoni ha scritto Lesperienza stilistica del Manzoni tragico (1965), Ermengarda e il Pirata. Manzoni, dramma epico, melodramma (1991), Manzoni e lesperienza del tragico (1995) e ne ha curato ledizione di Tutte le poesie (1987) e del Carmagnola (1989). Ha poi pubblicato fra laltro due studi su Leopardi (Classicismo e utopia nella lirica leopardiana, 19862, e Leopardismo, 19892), due su Montale (Il Vecchio e il Giovane, 1980, e Il poeta e lagone, 1989) e Alcibiade e il suo dèmone. Parabole del moderno, tra DAnnunzio e Pirandello (1988).
Paola Azzolini, dottore di ricerca in italianistica, insegnante nelle scuole superiori, ha pubblicato una serie di studi su Manzoni, Alfieri, la critica letteraria di secondo Ottocento. Nel 1987, nella Letteratura universale Marsilio, è uscito un suo commento a Tutte le poesie di Manzoni, e nel 1989 al Conte di Carmagnola. Nel 1988 ha curato ledizione degli Studii sulla letteratura contemporanea di Luigi Capuana. Dal 1990 si occupa delle scrittrici italiane del Novecento: sono usciti saggi su Elsa Morante (1990), Matilde Serao (1995), Fausta Cialente (1997), Neera (1997).
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