A cercar la bella morte
"In questa vicenda quotidiana, senza buoni e senza canaglie, Mazzantini raggiunge una drammaticità e una credibilità da documento-testimonianza destinate a lasciare il segno Forse ci voleva la brutale poesia di questo romanzo per venire in soccorso all'incoscienza storica nazionale" Giordano Bruno Guerri
"Il libro è una pittura di sangue, una registrazione di angoscia e di inesplicabile fatalità e quindi, alla fine, di dolore umano". Claudio Marabini
Tradotto in inglese, il romanzo vinse il Foreign Fiction Award dell'"Independent" nel maggio 1992, per il quale Joseph Farrel scriveva: "Alcune descrizioni hanno la ossessionante intensità e il realismo di Goya Lo stesso Dostoevskij non avrebbe potuto ricreare con maggior precisione la ferocia del momento e l'amarezza del dopo".
Carlo Mazzantini è nato a Roma nel 1925. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 si unisce ai superstiti di un battaglione di Camicie nere e combatte in Valsesia. Catturato rischia la fucilazione ma è poi liberato. Havissuto a lungo all'estero insegnando nel liceo di Tangeri e all'Università irlandese di Galway. Con Marsilio ha pubblicato I balilla andarono a Salò (1997) e il romanzo Ognuno ha tanta storia (2000).
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