L'amante invisibile
nota al testo di Grazia Marchianò
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Non è dato oggi di amare se non si ritiene preliminarmente che lamore sia ormai impossibile o almeno condannato (Lara e Zhivago sincontrano in modi sovrannaturali perché comune a entrambi è la condanna del mondo dove vivono, come mondo nel quale lo spirito damore è considerato un fiore del male)". Così scriveva Elémire Zolla un quarto di secolo prima che la sua teoria della mania amorosa imperniata sulla figura della Sposa celeste prendesse forma scintillante e erudita ne Lamante invisibile, lopera che ora alla sua terza edizione appare rinnovata nellimmagine di copertina. Al posto di Venere e Marte in catene nel dipinto ferrarese di Francesco del Cossa labbraccio della coppia divina librata a mezzaria nel rilievo di Khajurâho esalta il carattere ultraterreno del legame amoroso che aduna in sé i contrassegni della vita, della morte, del potere magico e del sacrificio. Se Eros è un archetipo di portata universale è perché è la stessa mania che alloccorrenza esalta il poeta, invasa il mistico, pervade il celebrante dei sacri riti e largisce il dono profetico secondo lantica dottrina esposta nel Fedro platonico. Le vampe della lussuria, la cenere sulla fronte dellasceta, il trasumanar dei sensi celebrato dagli stilnovisti non sono che contrassegni e aspetti, difformi solo in superficie, di unidentica forza cosmica che nella statuaria indiana si palesa nel mitico abbraccio degli amanti divini. I mille volti della Dama-Shakti che Zolla insegue e catturanelle letterature di Occidente e Oriente, dallAfrica a Israele allIndia, dal mondo celtico ai romantici inglesi alla belle époque russa, recuperano infine lidentità a tutti noi più familiare di madre natura. "Chi - domanda Zolla - fa zampillare gli alberi della vita? Irraggiungibile ma onnipresente, Lei, Natura sempre-mutevole, intelligente in modi a noi preclusi, rigorosa e dissipatrice, che ci impone di fremere di desiderio, di illuderci, e che, se proviamo a disingannarci, ci punisce, in noi non tollera la tiepidezza. In una donna mortale si può incarnare, offrendoci la sua pace, che include la trepidazione e il dolore". Grazia MarchianòElémire Zolla (1926-2002) ha insegnato a lungo Letteratura anglo-americana allUniversità La Sapienza di Roma. Considerato uno dei massimi conoscitori mondiali delle filosofie orientali, in particolare dellinduismo e del buddhismo, oltre che delle tradizioni esoteriche in genere, ha pubblicato numerose opere, tra cui ricordiamo: Aure (Marsilio 19884), I letterati e lo sciamano (Marsilio 1989), Archetipi (Marsilio 19904), Verità segrete esposte in evidenza (Marsilio 1990), Le meraviglie della natura. Introduzione allalchimia (Bompiani 1975 e Marsilio 1991), Uscite dal mondo (Adelphi 1992), Lo stupore infantile (Adelphi 1994), Le tre vie (Adelphi 1995), La nube del telaio (Mondadori 1996), La filosofia perenne. Lincontro fra le tradizioni dOriente e dOccidente (Mondadori 1999), Un destino itinerante. Conversazioni tra Occidente e Oriente (con D. Fasoli; Marsilio 2002), Discesa allAde e resurrezione (Adelphi 2002).
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