Riccardo De Marchi. Fori romani
a cura di Luca Massimo Barbero, Elena Forin

Per questa sua prima mostra romana, Riccardo De Marchi (Tomba di Mereto, Udine, 1964) crea delle scritture fatte di fori che attraversano le opere a parete, l'installazione di vinili che accoglie gli spettatori all'inizio della sala, e che penetrano la "pelle" del museo nel grande intervento sul fondo dello spazio espositivo. "La mostra - dice l'artista- nasce e si sviluppa intorno alla parete disseminata di buchi-scrittura che dà il titolo alla stessa (Fori Romani). tracce, testi. che si sovrappongono, s'intrecciano in un precario equilibrio e si ri-specchiano, in una sorta di alter-ego, nell'opera in acciaio inox specchiante che le sta di fronte. un mirroring. interrotto solo dallo sguardo del visitatore, a questo punto, coinvolto in un possibile dialogo"