Indro Montanelli
Indro Montanelli, tra gli anni Sessanta e Settanta per la Rai realizzò tre reportage televisivi (che sarebbero passati alla storia del giornalismo del nostro paese) dedicati alla salvaguardia delle città che egli aveva maggiormente nel cuore. Approdò a Portofino per impedire alla speculazione edilizia di deturpare i boschi. A cinque anni dall'alluvione del 1964, ritornò a Firenze, raccontando le ferite in via di guarigione. Ma è di Venezia che Montanelli prese le difese, con veemenza, a tutto campo, in tv e sulle pagine del giornale. Quando, nel 1968, decise di raccontare a gamba tesa l'incuria, la caduta e il degrado della grande città veneta, lo fece con una prima serie di quattro articoli pubblicati sul «Corriere della Sera», il 22, 23, 24 e 26 novembre del 1968. In questa opera di difesa, di grande impegno civile, mise a disposizione l'autorevolezza personale, le conoscenze acquisite nel tempo e il prestigio del giornale dove scriveva, il «Corriere della Sera», di cui era punta di diamante o vessillo. Alle inchieste, pubblicate sul quotidiano, affiancò quella televisiva «Montanelli - Venezia», trasmessa in Rai il 12 novembre del 1969. Nel film-inchiesta, l'esordio di Indro fu perentorio. Il cronista dominava la scena, al centro del palcoscenico sul Canal Grande, sgombrando il campo da equivoci o preamboli di circostanza. Nei racconti di Indro per Venezia, agiva il dèmone del passato, la dura e solenne voce dei dogi, la maestria tecnica degli antichi veneziani, la grandeur politica, artistica, diplomatica e commerciale della Serenissima. Non c'era nessuna pietà in Montanelli per la moderna corrosione di Venezia: solo indignazione, e poi rabbia, non soltanto nei confronti di chi quell'incuria acuiva e non curava (la classe dirigente del tempo, cui Montanelli puntava il dito dritto agli occhi), ma anche nei confronti di un'Italia intera che non sapeva più che farsene della forza, del coraggio e della sapiente bellezza del passato. L'inchiesta giornalistica e il documentario televisivo di Indro Montanelli che, al di là del dibattito su Venezia moderna o antica, su Venezia viva o agonizzante, su Venezia civile o spartita a sorte da speculazioni e interessi particulari, a distanza di anni, si confermano due autentici documenti storici. In copertina: foto di Graziano Arici.
Per Venezia
a cura di Nevio Casadio
Indro Montanelli, tra gli anni Sessanta e Settanta per la Rai realizzò tre reportage televisivi (che sarebbero passati alla storia del giornalismo del nostro paese) dedicati alla salvaguardia delle città che egli aveva maggiormente nel cuore. Approdò a Portofino per impedire alla speculazione edilizia di deturpare i boschi. A cinque anni dall'alluvione del 1964, ritornò a Firenze, raccontando le ferite in via di guarigione. Ma è di Venezia che Montanelli prese le difese, con veemenza, a tutto campo, in tv e sulle pagine del giornale. Quando, nel 1968, decise di raccontare a gamba tesa l'incuria, la caduta e il degrado della grande città veneta, lo fece con una prima serie di quattro articoli pubblicati sul «Corriere della Sera», il 22, 23, 24 e 26 novembre del 1968. In questa opera di difesa, di grande impegno civile, mise a disposizione l'autorevolezza personale, le conoscenze acquisite nel tempo e il prestigio del giornale dove scriveva, il «Corriere della Sera», di cui era punta di diamante o vessillo. Alle inchieste, pubblicate sul quotidiano, affiancò quella televisiva «Montanelli - Venezia», trasmessa in Rai il 12 novembre del 1969. Nel film-inchiesta, l'esordio di Indro fu perentorio. Il cronista dominava la scena, al centro del palcoscenico sul Canal Grande, sgombrando il campo da equivoci o preamboli di circostanza. Nei racconti di Indro per Venezia, agiva il dèmone del passato, la dura e solenne voce dei dogi, la maestria tecnica degli antichi veneziani, la grandeur politica, artistica, diplomatica e commerciale della Serenissima. Non c'era nessuna pietà in Montanelli per la moderna corrosione di Venezia: solo indignazione, e poi rabbia, non soltanto nei confronti di chi quell'incuria acuiva e non curava (la classe dirigente del tempo, cui Montanelli puntava il dito dritto agli occhi), ma anche nei confronti di un'Italia intera che non sapeva più che farsene della forza, del coraggio e della sapiente bellezza del passato. L'inchiesta giornalistica e il documentario televisivo di Indro Montanelli che, al di là del dibattito su Venezia moderna o antica, su Venezia viva o agonizzante, su Venezia civile o spartita a sorte da speculazioni e interessi particulari, a distanza di anni, si confermano due autentici documenti storici. In copertina: foto di Graziano Arici.
Autori

