Sebastiano Ricci
Il trionfo dell.invenzione nel Settecento venezianoa cura di Giuseppe Pavanello
«questo picciolo è l’originale, e la pala d’altare è la copia»[…] Nasce, per così dire, un genere nuovo, non più sul «solito costume delli abozetti», propedeutico quindi al lavoro finito com’era stato il primo quadretto: un genere ‘anfibio’ che contemplava di sommare la freschezza dell’abbozzo con la diligenza esecutiva del quadro in grande.
Giuseppe Pavanello, “Questo picciolo è l’originale”
Partendo dal saggio introduttivo di Giuseppe Pavanello e da un testo scritto da Adriano Mariuz, il catalogo Marsilio riporta il lettore e l’appassionato d’arte in un affascinante percorso ricco di fotografie dei bozzetti di Ricci e degli altri maestri del primo Settecento veneto, da Antonio Pellegrini, a Giambattista Tiepolo, da Gaspare Diziani a Giambattista Pittoni, a Jacopo Amiconi; provenienti dai musei di tutto il mondo e pubblicate per la prima volta a piena pagina, le fotografie del catalogo delle opere sono accompagnate sia dalle immagini delle opere successivamente realizzate, che da dettagliate schede esplicative.
Nella consapevolezza del ruolo cruciale che il bozzetto ricopre nella civiltà rococò, si è scelto inoltre di arricchire anche il catalogo con una sezione dedicata agli esemplari in terracotta di Giovanni Maria Morlaiter, alter ego del Ricci in scultura.
Giuseppe Pavanello è attualmente direttore dell’Istituto di Storia dell’arte della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, e socio effettivo dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti. Presso l’Università di Trieste è responsabile della ricerca «Opere d’arte veneta in Istria e Dalmazia» e dirige la rivista dell’Università triestina «Arte in Friuli Arte a Trieste. Presso la Fondazione Cini, inoltre, è responsabile della direzione delle riviste «Arte Veneta» e «Saggi e Memorie di Storia dell’arte».
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