Carlo Goldoni
La carriera del Goldoni serio comincia con la tragicomica vicenda di Amalassunta, derisa in un salotto milanese e illeggibile per i posteri, visto che nel 1733 l'autore furibondo la consegna alle fiamme del caminetto nella stanza che occupava all'osteria meneghina del Pozzo. L'attività prosegue col rifacimento di numerosi libretti vecchi per i teatri dei Grimani. Questo volume contiene i più importanti: Griselda che segna il celeberrimo incontro dell'avvocato con Vivaldi nel 1735; La generosità politica del 1736, tratta da un testo di Domenico Lalli e ripubblicata da Zatta col titolo Pisistrato; Tigrane del 1741, ricavato da Francesco Silvani e già inserito da Ortolani nelle sue monumentali edizioni. Fra il 1740 e il 1741 l'avvocato scrive tre pièces completamente nuove: Gustavo primo re di Svezia, Oronte re de' Sciti e Statira. Infine compare il suo misterioso Germondo, tramandato in due versioni: la londinese minor, molto scorciata per una rappresentazione al King's di Haymarket nel 1776, e la veneziana maior, uscita da Zatta nel 1794 e qui riproposta integralmente.
Drammi seri per musica
a cura di Silvia Urbani
La carriera del Goldoni serio comincia con la tragicomica vicenda di Amalassunta, derisa in un salotto milanese e illeggibile per i posteri, visto che nel 1733 l'autore furibondo la consegna alle fiamme del caminetto nella stanza che occupava all'osteria meneghina del Pozzo. L'attività prosegue col rifacimento di numerosi libretti vecchi per i teatri dei Grimani. Questo volume contiene i più importanti: Griselda che segna il celeberrimo incontro dell'avvocato con Vivaldi nel 1735; La generosità politica del 1736, tratta da un testo di Domenico Lalli e ripubblicata da Zatta col titolo Pisistrato; Tigrane del 1741, ricavato da Francesco Silvani e già inserito da Ortolani nelle sue monumentali edizioni. Fra il 1740 e il 1741 l'avvocato scrive tre pièces completamente nuove: Gustavo primo re di Svezia, Oronte re de' Sciti e Statira. Infine compare il suo misterioso Germondo, tramandato in due versioni: la londinese minor, molto scorciata per una rappresentazione al King's di Haymarket nel 1776, e la veneziana maior, uscita da Zatta nel 1794 e qui riproposta integralmente.
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