Angelo Mellone
«Cara Bombo, io non sono mai stato berlusconiano. Anzi, all’inizio Berlusconi in politica lo odiavo con tutto il cuore. Ma questa è la storia di uno strano miracolo, di un vero miracolo italiano, che ti devo raccontare… »
12 aprile 2006. È certo: la Casa delle Libertà ha perso le elezioni per venticinquemila voti. Silvio Berlusconi ha perso le elezioni. 13 aprile 2006: nasce una bambina soprannominata «Bombo». Suo padre, un intellettuale di destra in stato confusionale, è convinto che sia tramontata l’epoca berlusconiana e decide di raccontarla alla figlia. 13 aprile 2008: Bombo compie due anni, l’Italia va a votare, Berlusconi e la sua Italia sono sempre lì. Per il compleanno Bombo riceve in regalo un blocchetto di appunti da leggere quando avrà vent’anni. Così, in una narrazione che si snoda come una lettera affettuosa spedita nel futuro, la figura di Berlusconi, con gli eccessi di onnipotenza e i colpi di genio, le ovazioni e le contestazioni, i treppiedi e gli anfiteatri, le donne e i leccapiedi, gli arcitaliani e gli antitaliani, è il pretesto per raccontare l’Italia di oggi al mezzodì della seconda Repubblica, offrendo un quadro impietoso, divertito e divertente dei vizi e delle virtù di un popolo che, per sopravvivere, deve tifare e credere ai miracoli: per esempio che Berlusconi sopravviverà alla morte del berlusconismo grazie all’elisir del dottor Scapagnini.
Angelo Mellone (Taranto 1973), giornalista e scrittore, è editorialista de «Il Messaggero» e di «E Polis». Precedentemente ha scritto per il «Secolo d’Italia», «Il Riformista» e «Il Giornale». Ha conseguito il dottorato in sociologia della comunicazione all’Università di Firenze, e svolge attività di ricerca in scienza politica presso la Luiss «Guido Carli» di Roma. Ha pubblicato diversi saggi di analisi dei partiti e di comunicazione politica su riviste italiane e internazionali, tra cui il più recente Dopo la propaganda (2008). Convinto di possedere una vena narrativa repressa, va per questo fiero del racconto su Rino Gaetano apparso nell’antologia Vite ribelli (2007). Per Marsilio ha curato l’Intervista sulla destra sociale (2002) e ha scritto Dì qualcosa di destra. Da «Caterina va in città» a Paolo Di Canio (2006).
Cara Bombo.
Berlusconi spiegato a mia figlia
«Cara Bombo, io non sono mai stato berlusconiano. Anzi, all’inizio Berlusconi in politica lo odiavo con tutto il cuore. Ma questa è la storia di uno strano miracolo, di un vero miracolo italiano, che ti devo raccontare… »12 aprile 2006. È certo: la Casa delle Libertà ha perso le elezioni per venticinquemila voti. Silvio Berlusconi ha perso le elezioni. 13 aprile 2006: nasce una bambina soprannominata «Bombo». Suo padre, un intellettuale di destra in stato confusionale, è convinto che sia tramontata l’epoca berlusconiana e decide di raccontarla alla figlia. 13 aprile 2008: Bombo compie due anni, l’Italia va a votare, Berlusconi e la sua Italia sono sempre lì. Per il compleanno Bombo riceve in regalo un blocchetto di appunti da leggere quando avrà vent’anni. Così, in una narrazione che si snoda come una lettera affettuosa spedita nel futuro, la figura di Berlusconi, con gli eccessi di onnipotenza e i colpi di genio, le ovazioni e le contestazioni, i treppiedi e gli anfiteatri, le donne e i leccapiedi, gli arcitaliani e gli antitaliani, è il pretesto per raccontare l’Italia di oggi al mezzodì della seconda Repubblica, offrendo un quadro impietoso, divertito e divertente dei vizi e delle virtù di un popolo che, per sopravvivere, deve tifare e credere ai miracoli: per esempio che Berlusconi sopravviverà alla morte del berlusconismo grazie all’elisir del dottor Scapagnini.
Angelo Mellone (Taranto 1973), giornalista e scrittore, è editorialista de «Il Messaggero» e di «E Polis». Precedentemente ha scritto per il «Secolo d’Italia», «Il Riformista» e «Il Giornale». Ha conseguito il dottorato in sociologia della comunicazione all’Università di Firenze, e svolge attività di ricerca in scienza politica presso la Luiss «Guido Carli» di Roma. Ha pubblicato diversi saggi di analisi dei partiti e di comunicazione politica su riviste italiane e internazionali, tra cui il più recente Dopo la propaganda (2008). Convinto di possedere una vena narrativa repressa, va per questo fiero del racconto su Rino Gaetano apparso nell’antologia Vite ribelli (2007). Per Marsilio ha curato l’Intervista sulla destra sociale (2002) e ha scritto Dì qualcosa di destra. Da «Caterina va in città» a Paolo Di Canio (2006).
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