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Giandomenico Tiepolo nella chiesa di San Polo


testi di Filippo Pedrocco, Andrea Missori


Giandomenico Tiepolo nella chiesa di San Polo

La decorazione pittorica dell’oratorio del Crocifisso attiguo alla chiesa di San Polo, realizzata tra il 1747 e il 1749, costituisce l’opera prima di Giandomenico Tiepolo (1727-1804), figlio e allievo di Giambattista. Un inventario tardo settecentesco conservato presso l’Archivio Patriarcale di Venezia – che elenca nella loro disposizione originaria le pitture allora presenti nell’oratorio – informa che le tele consegnate da Giandomenico al parroco Bartolomeo Carminati, promotore della ristrutturazione dell’ambiente finanziata per la gran parte dalle elemosine dei fedeli, erano complessivamente ventiquattro, comprendendo, oltre alla serie delle quattordici stazioni della Via Crucis e ai soffitti raffiguranti la Resurrezione di Cristo e la Gloria d’angeli, due dipinti, un’Adorazione dei Magi e un Transito di san Giuseppe, collocati ai lati della cappella dove si trova l’altare, sopra le porte murate (entrambi perduti), e sei immagini di santi. Di queste ultime sopravvivono soltanto San Vincenzo Ferreri predica alle turbe, il Martirio di san Giovanni Nepomuceno annegato nella Moldava, San Filippo Neri in preghiera e San Macario e sant’Elena riscoprono la vera Croce; perdute risultano invece Santa Margherita da Cortona e San Vincenzo de’ Paoli, che in origine si trovavano sulla parete di sinistra per chi guarda l’altare.


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informazioni


pp. 16 con 20 ill. a col., 2° ed.
Euro 5,00
2004
isbn: 978-88-317-8549-5


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