Fedra
Variazioni sul mitoa cura di Maria Grazia Ciani

Figlia di Minosse e di Pasifae, sorella del Minotauro, Fedra la "luminosa" soccombe alloscuro destino della sua stirpe, segnata da trasgressioni mostruose. Innamorata del figliastro Ippolito e da lui respinta, si uccide lasciando uno scritto in cui accusa il giovane di averle usato violenza. Travolto dalla maledizione del padre Teseo che gli scatena contro lira di Poseidone, Ippolito muore, anche se alla fine la sua innocenza viene riconosciuta e la sua fine compianta. La storia ha una cadenza universale, nelle letterature di ogni tempo. Euripide la porta in scena declinandola al maschile e subordinando la passione di Fedra allonore di Ippolito e di Teseo. Ma, da Seneca a dAnnunzio, leros proibito e tuttavia ineluttabile diventa il polo di attrazione intorno a cui si giocano sentimenti estremi. Attraverso un gioco sottile di allusioni, contaminazioni e trasposizioni drammaturgiche, ogni rivisitazione tende ad approfondire gli oscuri meandri di quellinconscio di cui Euripide aveva scoperto le tracce, offrendo ai posteri il filo per penetrarne i segreti abissali. Dal labirinto del Minotauro ai labirinti dellanima. Maria Grazia Ciani è docente di storia della filologia e della tradizione classica presso lUniversità di Padova. Per Marsilio ha tradotto lIliade (20023) e lOdissea (20032), lAiace (1999) e lAntigone (20012) di Sofocle, la Medea di Euripide (20022).
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