I Macchiaioli
a cura di Fernando Mazzocca, Carlo Sisi
Palazzo Zabarella
27 settembre 2003 - 8 febbraio 2004
La più ampia mostra sui Macchiaioli che sia stata realizzata negli ultimi decenni: 130 opere, e tra esse molti dei capolavori del movimento, provenienti tutti da importanti musei pubblici e autorevoli collezioni private
Per questa eccezionale esposizione Fernando Mazzocca, storico dellarte alla Statale di Milano, e Carlo Sisi, direttore della Galleria darte moderna di Palazzo Pitti, pubblicano un catalogo che ha lambizione e la potenzialità di indagare finalmente in modo organico e scientificamente corretto larte dei Macchiaioli, riconoscendo il giusto primato che a loro spetta nella pittura europea dellOttocento.
Il periodo preso in considerazione dai due studiosi va dal 1848, anno della prima guerra di indipendenza, al 1870, anno in cui Roma viene ricongiunta allItalia unita. Unepoca ricca di speranze, e ancor più di fermenti, di voglia di nuovo, di necessità di rompere con lautorità della tradizione. Di questo clima i Macchiaioli furono i protagonisti e di esso seppero dare unaltissima testimonianza nella loro pittura.
Nei decenni precedenti laffermarsi dellImpressionismo infatti, Giovanni Fattori, Silvestro Lega, Telemaco Signorini, Adriano Cecioni, Giovanni Boldini, Giuseppe Abbati, Raffaello Sernesi cambiarono in pochi anni il modo di percepire limmagine e di dipingere.
Abbandonarono il chiaroscuro e le tecniche prospettiche tradizionali per raggiungere incredibili effetti di resa atmosferica attraverso una controllata stesura a macchie di colori intrisi di luce ed ombra.
Incompresi al loro tempo, tanto che la definizione di "Macchiaioli" era stata coniata in senso dispregiativo, hanno invece poi goduto di una grandissima riabilitazione postuma, tanto da diventare nel Novecento tra i pittori italiani più popolari e più amati.
Per questo il catalogo, più che catalogo in realtà un libro darte e la prima monografia di riferimento, si imporrà sia allattenzione degli studiosi che a quella del grande pubblico, gli studiosi perché troveranno il rigore di una lettura critica autorevole e nuova, il grande pubblico perché ritroverà il fascino di quegli artisti amati per la loro capacità di rendere i valori universali dellesperienza quotidiana.
Marsilio Università

