Persefone
Variazioni sul mitoa cura di Roberto Deidier

Persefone è la giovane e bella figlia di Zeus e di Demetra, che un giorno il re degli inferi, Ade, rapisce per farla sua sposa. La leggenda narra che la madre Demetra - dea della terra feconda, delle messi, della natura che si rigenera ogni anno - abbandona la sua identità per darsi alla ricerca della figlia e, mentre erra disperata, i frutti della terra muoiono e l'umanità intera rischia di estinguersi. Si giunge, fra gli dei, a un compromesso: Persefone dividerà il suo tempo tra la terra e l'oltretomba - principessa della primavera e regina dei morti. La dialettica tra vita e morte percorre la favola antica e Persefone è il filo sottile che collega due mondi inconciliabili. Nell'immaginario dell'Occidente alcune scene si sono fissate per sempre: la fanciulla che gioca tra i fiori nel tripudio della natura, l'irrompere del "mostro" - King Kong ante litteram - che la rapisce con violenza brutale, la lotta della madre per strappare alle tenebre la figlia. Da Omero a Ovidio e Goethe e poi con Swinburne e Tennyson, Persefone è al centro di una contesa che la vede soprattutto vittima degli dei e della sorte. La sua voce si leva solo per gridare il dolore, come quella della madre per lamentare la perdita. A partire da Claudiano incomincia a delinearsi l'idea di un vero sentimento d'amore da parte di Ade, e Marino accentua la dimensione erotica; ma è solo in Ritsos che finalmente Persefone scioglie ogni riserva per confessare un sentimento che la lega tanto al mondo dei vivi quanto al sovrano dei morti.
Marsilio Università

